Ventotto organizzazioni comuniste, socialiste e studentesche di dodici Paesi europei preparano scioperi, blocchi e occupazioni per il 20 novembre. È lo stesso giorno scelto dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, per lo sciopero generale in Italia. La coincidenza compare nell’inchiesta di Fox News sulle proteste europee. Dopo 54 gruppi censiti in Francia, ieri l’inchiesta ha aggiornato a 101 il numero delle organizzazioni che promuovono, partecipano o rilanciano le proteste. Fra loro comunisti, socialisti, sindacati e gruppi pro-Palestina. Solo 33 sono organizzazioni guidate da studenti o giovani. Nell’elenco pubblicato dalla giornalista Asra Q. Nomani, figurano quattro realtà italiane: Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti, LINK-Coordinamento Universitario e Cgil. Le prime tre promuovono la mobilitazione studentesca internazionale. Per il sindacato di Landini, Fox News registra la coincidenza fra la giornata europea e lo sciopero generale. Del resto, dal palco di piazza del Popolo, il 17 ottobre, Landini aveva annunciato: «Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale», ricordando che proprio quel giorno gli studenti avrebbero scioperato in tutta Europa. Landini rivendica salari, lavoro, servizi pubblici e modifiche alla manovra. Il manifesto dell’International Youth Strike, invece, chiede di fermare il riarmo, abolire la leva e sciogliere la Nato, oltre a mobilitarsi contro il capitalismo e a sostegno della causa palestinese. Il programma é stato pubblicato sul sito youthstrike.org. e invita sindacati e movimenti a scendere in piazza dal 20 al 22 novembre. I promotori hanno anche previsto assemblee, cortei, scioperi e occupazioni.
Fox News, inoltre, segue anche la circolazione internazionale dei video delle proteste francesi. Fra i soggetti che hanno diffuso quelle immagini compaiono CodePink e BreakThrough News, che l’emittente collega alla rete sostenuta dall’imprenditore statunitense Neville Roy Singham, residente a Shanghai. L’inchiesta non cita finanziamenti alla Cgil. Intanto in Francia i promotori hanno già fissato per il 24 ottobre un’altra giornata di protesta, denominata «Acte II», annunciando 212 mobilitazioni sul territorio. In Italia, invece, il Movimento 17 Ottobre ha annunciato una «mobilitazione permanente» ogni sabato alle 15 «contro il governo dei padroni». Gli appuntamenti sono in piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna, piazza Castello a Torino, Circo Massimo a Roma, piazza Santa Maria Novella a Firenze, piazza Mazzini a Padova, piazza Umberto I a Bari e piazza De Ferrari a Genova. «Scendiamo in piazza. Riempiamo le strade di tutto il paese. Da nord a sud», si legge nel messaggio pubblicato sui social. In un altro post il gruppo scrive: «I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo».
Nel primo comunicato ufficiale apparso nelle scorse ore, il Movimento 17 ottobre rivendica l’assenza di una gerarchia: «Un movimento con un capo ha un bersaglio. Un movimento con un indirizzo ha un’irruzione. Un movimento con un elenco di iscritti ha un fascicolo. Noi non offriamo bersagli». E denuncia una presunta «repressione» «diventata preventiva e penetrativa. Schedature, fogli di via, denunce a pioggia, infiltrazioni, pressioni su chi si espone». Il profilo, inoltre, invita a unirsi a un canale Telegram. In rete circola anche un video, rilanciato dall’account come «Esproprio proletario a Milano», in cui la merce saccheggiata durante le manifestazioni violente viene consegnata a un senzatetto. La sigla del Movimento 17 Ottobre, però, non compare nell’elenco delle organizzazioni italiane censite da Fox News. Nella serata di ieri il gruppo Telegram di «Italia in Piazza», la chat del movimento che aveva convocato i cortei di sabato nelle città italiane, avrebbe smesso di essere visibile.
Intanto, sulle manifestazioni intervengono le Nazioni Unite. Volker Türk, Alto commissario Onu per i diritti umani, ha espresso preoccupazione per quanto accaduto in Albania, Belgio, Francia, Italia e Portogallo. «Condanno tutti gli atti di violenza e invito tutte le parti coinvolte ad allentare le tensioni e a prevenire ulteriori violenze», ha dichiarato. Türk chiede responsabilità individuali per vandalismi e aggressioni, ma anche verifiche sulle denunce di uso eccessivo della forza da parte della polizia, soprattutto contro i minori. E sollecita il dialogo con i giovani su scuola, lavoro, alloggi e caro vita.
