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Celebravano la “moda maranza” e adesso scoprono che devastano

I media li hanno esaltati e difesi a spada tratta, ora si rendono conto che sono solo dei delinquenti

In principio fu il maranza trendsetter, creatura da safari metropolitano promossa a specie estetica: passamontagna, che nei figurini giornalistici evaporava, occhiali da ciclista o runner, borsello o marsupio alto, tuta in acetato, maglia calcistica (non italiana), scarpe squalo o ciabatte di plastica. E giù tutorial, sociologia prêt-à-porter, manualetti per vestirsi da maranza, capirne il successo, spiegare perché fosse «di moda» e perché, nuovo lusso democratico, non contasse nulla che il capo fosse «real» o «fake».

Poi arrivò il maranza trafitto dal verbo. Non chiamatelo maranza: soffre, perché il termine è «razzializzato», parola essa stessa da reparto di terapia intensiva lessicale. È figo, fashion, domina, ma se lo chiami maranza si offende, secondo i buoni e giusti. Stai chill, bro. Ed ecco la tragedia umanitaria, da reparto associazioni per i diritti dei minori: maranza sarebbe «molto più discriminatorio di quanto sembri», «perché non descrive, etichetta» ragazzi «di origine migrante o di seconda generazione», da cui la «chiara dimensione razzista». Pure per un ex capo della polizia «maranza è un insulto», un «timbro etnico», «come se negli anni ’60 e ’70 avessero fatto una norma sui terroni», perché significherebbe «marocchino zanza». «Basterebbe questo». Forse potrebbe iniziare a bastare se l’italiano medio sapesse che significa «zanza». E che importa se maranza fosse già in uso nei somaticamente monolitici anni ’80, perfino in una canzone di Jovanotti. Per correggere il tempo, il senso e forse anche Lorenzo Cherubini fu convocato il presidente dell’accademia linguistica: allora era sinonimo di «coatto» o «tamarro» negli ambienti dance. Poi i media lo riesumarono per giovani immigrati nordafricani di seconda generazione. Meglio, per il professore, una parola «più neutra e meno connotata».

Eh sì. Finché il maranza dolente bussò con notevole energia alle vetrine del centro per requisire capi firmati per una volta non contraffatti. Così al benpensante affiorò un dubbio: non sarà che il maranza vada chiamato, semplicemente, come dire, delinquente? Stai chill, bro.

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