“Chi finanzia gli esperti dell’Onu?”. Si apre con questo interrogativo la pagina web di Un Watch - Ong dedita alla tutela dei diritti umani e diretta da Hillel Neuer - che al suo interno riporta una “banca dati dei finanziamenti per le procedure speciali delle Nazioni Unite”. Un database che “tiene traccia” sia del “sostegno economico” sia di quello “in natura esterno” (beni o servizi forniti direttamente anziché sotto forma di denaro liquido, ndr) fornito ai Special rapporteur dal 2016 al 2025.
Il testo parla di un totale stimato pari a $88.193.573 su 140 soggetti monitorati, per fondi provenienti da “366 donatori esterni” in cui figurerebbero anche “Cina, Russia, Al-Jazeera, Amnesty International e le Open Society Foundations”. In queste cifre, $32.349.768 proverrebbero direttamente da governi nazionali mentre $1.419.071 da “fonti non divulgate” e quindi da parte di donors sconosciuti o la cui identità è stata “omessa nelle informative dell’Onu”. Sarebbe invece pari a $11.870.068 l’importo “segnalato parzialmente o non riportato affatto nelle comunicazioni ufficiali” delle Nazioni Unite.
Nella lista figura anche Francesca Albanese. Secondo il database, il valore totale stimato associato al suo mandato ammonterebbe a $2.563.753. Dal quadro economico emerge innanzitutto l’assenza di finanziamenti diretti in contanti. Dopodiché, la gran parte della stima complessiva — per un importo di $1.824.196— fa riferimento al valore economico attribuito al personale di supporto e agli assistenti che affiancano il mandato. A questa si sommano poi $739.557 classificati come supporto in natura e quindi a copertura delle spese per viaggi, spazi per uffici, stampa e altro.
All’interno della banca dati, tra le università e le istituzioni accademiche indicate come sostenitori delle iniziative figurano atenei di rilievo internazionale come la Columbia University, l’Università di Galway, l’Università Erasmus di Rotterdam, la SOAS di Londra, l’Università di Westminster e l’Università di Pisa.
Nello stesso dossier viene però evidenziato che una quota pari a $646.143 rientrerebbe, come scrive Un Watch su X, nella categoria dei contributi derivanti da “fonti non divulgate”. In questa lista rientra, per esempio, un viaggio in Danimarca (2-7 aprile 2025) per “eventi pubblici per parlare di diritto internazionale e Palestina”.
Il sito si occupa anche di tanti di altri Relatori Onu e specifica in più sezioni il tipo di metodologia usata per lo studio, poi “come utilizzare” la piattaforma lasciandosi anche aperto a eventuali correzioni da segnalare.
