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L’evoluzione del downsizing

Futuro I nuovi propulsori saranno sempre più piccoli, potenti e puliti

L’evoluzione del downsizing

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Fino ad una ventina di anni fa', per uno studente d'ingegneria meccanica, presentare il progetto di un motore a 3 cilindri, sarebbe stato un bel rischio. Parte predominante dei cattedratici, lo avrebbero licenziato, invitandolo a proporre una tesi più realistica. A parte la proverbiale avversione per i numeri dispari, il 3 cilindri , già su carta, evidenziava non pochi problemi di funzionamento, confermati, poi, dagli esperimenti fatti: ruvidità, vibrazioni, durata discutibile. Perché, dunque, andare a pescare in un mare tanto agitato, quando un bel 4 cilindri rappresentava la soluzione ottimale, bella pronta e scodellata.

La risposta non è semplice, ma vediamo di capire: 2 cilindri che agiscono contemporaneamente su una biella, comportano sempre una spinta equilibrata, cosa che con un 3 cilindri viene a mancare, ma ormai siamo in regime di «downsizing», ossia di riduzione delle cilindrate ed allora tutto acquista un senso. Suddividere 1000 cmc per 4, genera cilindri da 250 cmc l'uno, ma la divisione per 3, magari su 999 cmc, aumenta la cilindrata unitaria a 333 cmc. Elementi più grossi, gratificati da una corsa più lunga e, per farla breve, più è lunga la biella, più il manovellismo che imprime la spinta all'albero motore è corposo. Tutto ciò si traduce in una formidabile coppia motrice, quella caratteristica che ci permette di guidare con un filo di gas, di usare poco il cambio e di avere una risposta sempre pronta, anche a bassi regimi. Attualmente, dunque, moltissimi marchi generalisti hanno in gamma motori a 3 cilindri, che vanno ad equipaggiare, per lo più, prodotti, non proprio Premium.

L'evoluzione più interessante, invece, arriva da una casa di ben altro posizionamento: la Bmw. L'indizio, dell'interessamento al numero 3, è arrivato da un bel po', sotto forma di i8, prima coupè e poi spyder. Si tratta di una ibrida, super sportiva, che ha anche debuttato sul grande schermo, come l'auto di Tom Cruis nel film: Il protocollo fantasma. La motorizzazione è composta da due unità, un elettrico da 131 Cv, che in questa sede c'interessa poco ed un superbo 3 cilindri capace di 223 Cv. Ora, la casa dell'elica, ha apertamente dichiarato le proprie intenzioni, anticipando studi per una famiglia di propulsori modulari, benzina e diesel, con cilindrata unitaria da 500 cmc, quindi ci sarà un bel 3 cilindri di 1.5 litri. Ovviamente, il condimento tecnologico sarà tra i più piccanti.

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