Erborinati, affinati con i mirtilli rossi, prodotti con caglio di suino, in montagna e in "città". Sono i formaggi della nostra tradizione casearia. Diversi come diversi sono i territori da cui provengono. Alcuni noti anche all’estero dove hanno conquistato premi prestigiosi. Altri meno conosciuti ma, non per questo, meno apprezzati. Tutti sono il frutto della passione e della creatività di uomini e donne che quotidianamente lavorano per affinare i loro prodotti e raggiungere il massimo della qualità possibile. Passione e qualità. Sono queste le due parole che hanno fatto incontrare questi "fornitori locali" e Conad, marchio della grande distribuzione con più di 50 anni di storia alle spalle. Un concetto sintetizzato da uno slogan che fa bella mostra di sé a Monsampolo del Tronto, paese in provincia di Ascoli Piceno, dove ha sede la Conad Adriatico: «imprenditori per passione». Proprio qui, il 7 e l’8 ottobre scorsi si è svolta la decima edizione della Casa del Gusto. Oltre 200 espositori provenienti da tutta Italia, con particolare attenzione alle regioni di Conad Adriatico (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata), che hanno avuto la possibilità di mettere in mostra le proprie «creazioni». Tutte ovviamente reperibili sugli scaffali dei supermercati della cooperativa. Dopotutto i fornitori locali rappresentano una parte significativa del business dell’azienda. Al momento, infatti, Conad Adriatico ha sottoscritto accordi con 699 di loro, per un valore di 212 milioni di euro di venduto. Non solo ricerca di qualità e passione quindi, ma anche la possibilità di sostenere economie locali e tipicità della tradizione culinaria italiana. Significativa, in tal senso, è la storia della Fattoria Angolo di Paradiso , azienda agricola di Amandola, 3.700 abitanti in provincia di Fermo, che proprio giovedì è stata premiata con il "The Best in Show", l’Oscar della Casa del Gusto, per il suo yogurt prodotto, insieme a formaggi freschi, con il latte di bovini allevati in questo angolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un’azienda che, nonostante le piccole dimensioni, è un vero gioiello tecnologico. Ma erano tantissime le «curiosità» presenti sui tavoli della Casa del Gusto. A cominciare dal pecorino di Farindola prodotto in 9 comuni (tra cui per l’appunto Farindola) nella zona orientale del Gran Sasso, con l’utilizzo di caglio di suino. Un formaggio che viene stagionato all’interno di vecchie madie e, durante questo periodo, continuamente unto, in superficie, con una miscela di olio extravergine di oliva e aceto. O ancora il Blu 61 della Casearia Carpenedo di Camalò di Povegliano (TV), un formaggio erborinato a pasta morbida affinato in Vino Raboso Passito Veneto IGT e mirtilli rossi, che ha fatto incetta di premi in Italia all’estero. Da Cuneo arriva invece Occelli con Frutta e Grappa di Moscato prodotto con latte di pecora e vacca, stagionato per un minimo di 12 mesi e successivamente affinato con l’aggiunta di frutta e Grappa di Moscato. E se nelle grotte tufacee del Beneventano stagiona il Grottone , nella collina di Riva, nel centro di Biella, matura, su assi di abete, il Kaprone . Da assaggiare assolutamente, poi, i prodotti del caseificio Quattro Portoni . Realizzati con latte di bufala. In provincia di Bergamo. Non avete tempo di girare in lungo e in largo l’Italia per scoprire questi «tesori»? Nessun problema, basta andare al supermercato.
Formaggi gourmet
Prodotti da piccole aziende locali sparse per la Penisola. E ora si possono trovare anche nella grande distribuzione
