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Russia, missile caduto in Polonia: violato lo spazio Nato, convocata una riunione d'emergenza

Foto: Lapresse

Ignazio Riccio
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Nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre la Russia scatenava una delle sue ondate di bombardamenti più imponenti degli ultimi mesi contro il territorio ucraino, un episodio avvenuto oltre confine ha spostato l'attenzione internazionale sul fianco orientale della Nato: un ordigno di provenienza russa avrebbe attraversato lo spazio aereo polacco, riaccendendo i timori di un'escalation che coinvolga direttamente l'Alleanza Atlantica. Il Comando operativo delle forze armate polacche ha reso noto che alle 3:40 ora locale i radar hanno intercettato un velivolo non identificato in rotta verso ovest. La risposta è stata immediata: la Polonia ha fatto alzare in volo un caccia F-16 per intercettarlo, ma il contatto radar è svanito pochi minuti dopo, lasciando aperti diversi interrogativi sulla reale traiettoria dell'oggetto. Le squadre di ricerca si sono concentrate nell'area di Tarnawa-Kolonia, nel voivodato di Lublino, dove la polizia locale ha successivamente rinvenuto un cratere e frammenti dispersi in un campo. Il premier Donald Tusk ha confermato l'accaduto attraverso un messaggio pubblicato sui social: durante il massiccio attacco missilistico russo contro l'Ucraina occidentale si sarebbe verificata una violazione dello spazio aereo polacco. Il capo del governo ha annunciato la convocazione di una riunione straordinaria con il ministro della Difesa e i vertici dei servizi di sicurezza, impegnati da ore sul luogo dell'incidente per ricostruire la dinamica dei fatti.

 

 

Ad attribuire un nome preciso all'ordigno è stato il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, secondo cui si tratterebbe di un missile da crociera Kh-101 di fabbricazione russa. Il diplomatico ha rimarcato come l'episodio, coinvolgendo un Paese membro della Nato, rappresenti a tutti gli effetti una violazione dello spazio aereo dell'intera Alleanza, non solo di quello polacco. Sui social, Sybiha ha colto l'occasione per rilanciare l'appello di Kiev al rafforzamento delle difese aeree ucraine, presentandolo come una garanzia di sicurezza per l'intera comunità euro-atlantica e non come una richiesta esclusivamente ucraina. Il ministro ha inoltre approfittato del momento di tensione condivisa per provare ad allentare l'attrito diplomatico che da tempo raffredda i rapporti tra Kiev e Varsavia, legato alle politiche della memoria storica portate avanti dal governo di Volodymyr Zelensky. Le autorità polacche, va precisato, non hanno ancora fornito una conferma ufficiale definitiva sulla natura dell'oggetto esploso nella Polonia orientale.

 

 

L'episodio si inserisce in un contesto regionale già teso. Solo poco prima, la Romania era stata costretta ad abbattere i primi droni russi penetrati nel proprio spazio aereo, dopo una serie di incursioni di velivoli senza pilota che avevano messo in allerta Bucarest. Lo sconfinamento in territorio polacco conferma quindi una tendenza: gli spazi aerei dei Paesi Nato confinanti con l'Ucraina risultano sempre più esposti agli effetti collaterali della guerra. L'attacco russo che ha preceduto l'incidente polacco è stato tra i più estesi delle ultime settimane: secondo il bilancio ucraino, sono stati impiegati complessivamente 74 missili, di cui nove balistici, insieme a 284 droni. Il tributo di vite umane è pesante: almeno otto persone risultano morte nei raid della notte, tra cui tre bambini rimasti uccisi insieme ai genitori quando un missile balistico ha centrato in pieno la loro abitazione nella regione di Dnipropetrovsk. Vittime si sono registrate anche a Kryvyi Rih, dove un attacco ha causato la morte di sei persone, tra cui due bambine di 5 e 12 anni, oltre a un decesso a Kiev e uno a Poltava.

 

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