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Sánchez idolo della sinistra, ma è un disastro: scandali, inchieste e il governo sull'orlo del baratro

Foto: Lapresse

Luca De Lellis
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L'impressione è che sulla figura di Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo dal 2018, aleggi un grande equivoco. Perché se da un lato è riuscito a conquistare i circoli progressisti d'Europa, compresa l'opposizione italiana, diventando negli ultimi mesi il volto del socialismo europeo dissidente — anti-riarmo, pro-Palestina, critico della guerra in Iran, ostile all'agenda atlantista e incurante delle rappresaglie Usa — dall'altra parte, a Madrid, sembra sempre più solo, con il suo partito — il PSOE — falcidiato dalle inchieste della magistratura spagnola e un consenso popolare ora sempre più d'argilla. Lo dimostrano le elezioni regionali perse in Extremadura e in Andalusia e una crisi politica all'orizzonte che mette al centro l'ipotesi di elezioni anticipate.

 

 

L'irruzione della Guardia Civil nella sede nazionale del Partito socialista spagnolo in calle Ferraz, a Madrid, nell'ambito dell'indagine coordinata dal giudice Santiago Pedraz per acquisire documenti e file elettronici, è solo l'ultimo pezzo di un puzzle molto più ampio. Al centro presunti tentativi di interferenza in procedimenti giudiziari che riguardano il partito e figure vicine al governo. Sánchez non è accusato di nulla in prima persona, ma l'ultima inchiesta sull'ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero, indagato per riciclaggio di denaro, associazione a delinquere, traffico di influenze e falsa testimonianza, è la goccia che sta facendo traboccare un vaso già colmo di fango sul presunto sistema di potere clientelare dei socialisti. Tanto che il primo ministro dovrà presentarsi nei primi di giugno davanti al Congresso dei deputati per riferire sugli ultimi sviluppi delle vicende giudiziarie. Ciò che intacca di più la credibilità del governo guidato dal 54enne di origini madrilene, ricevuto ieri da Papa Leone XIV per un dibattito "sull'impegno costante a sostegno della pace", è il salto qualitativo degli scandali non più riguardanti solo figure periferiche.

 

 

A essere colpita è anche la cerchia intima del premier spagnolo. A partire dalla moglie, Begoña Gómez, dirigente d'azienda accusata di traffico di influenze illecite e corruzione in affari, che il 9 giugno sarà ascoltata in udienza preliminare. Il fratello minore, David Sánchez, musicista professionista accusato di abuso d'ufficio e traffico d'influenze per un incarico ottenuto nel 2017 tramite un concorso falsato come coordinatore dei conservatori a Badajoz, regione guidata da una giunta socialista quando Pedro non era ancora al governo. Altri filoni, i cui processi sono attualmente in corso, stanno mettendo a dura prova la resistenza del governo. Forse il più celebre è il cosiddetto "caso Koldo", che ha coinvolto l'ex ministro dei Trasporti José Luis Abalos e il suo collaboratore Koldo Garcia, accusati di tangenti e appalti illegali per comprare mascherine durante la pandemia. L'accusa chiede 24 anni di reclusione per il primo e 19 per il secondo, e la sentenza di primo grado si avrà nelle prossime settimane. Da questo filone se ne sono generati degli altri, con il numero tre del partito Santos Cerdan, ex segretario dell'organizzazione del PSOE, indagato per tangenti e ora ai domiciliari. Nonostante una maggioranza di cristallo, con l'attuale esecutivo che si regge su una coalizione fragile formata da socialisti, sinistra radicale, indipendentisti catalani e baschi, la risposta di Sánchez e dei suoi è di denuncia al complotto. Il ministro dei Trasporti Oscar Puente parla apertamente di "manovra orchestrata" per "abbattere il governo con metodi non democratici". Con un'opposizione sempre più compatta al grido di "governo moralmente finito" e la richiesta di elezioni anticipate, con tanto di dimissioni del premier richieste da Vox e il suo leader Abascal, il destino di Sánchez sembra sempre più in bilico. Il suo argomento più forte resta un'economia in forte rilancio, con una crescita al di sopra della media europea. Basterà per arrivare al termine della legislatura, previsto per il 2027. E soprattutto, tra abbaglio e statista, dov'è la verità su Pedro Sánchez?

 

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