Iran, ballano le trattative: raid Usa sulle basi di lancio. E Israele colpisce Hezbollah
Torna a salire la tensione in Medio Oriente, dopo che gli Stati Uniti hanno condotto stamattina degli "attacchi di autodifesa" contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane intorno allo Stretto di Hormuz, nonostante il cessate il fuoco in vigore.
Teheran ha duramente condannato il raid statunitense e le continue "azioni illegali e ingiustificate". La Repubblica islamica promette di non lasciare queste azioni impunite e il ministro degli Esteri iraniano, Abolfazl Shekarchi, ha chiarito che qualsiasi nuova aggressione riceverà una risposta "molto più severa" destinata a estendersi oltre la regione. Anche la Guida Suprema, Mojatba Khamenei, ha dichiarato che "le terre della regione non faranno più da scudo delle basi americane". Di contro, i Pasdaran hanno poi rivendicato l'abbattimento di un drone Usa e annunciato di aver aperto il fuoco contro un caccia F-35.
Nel frattempo emergono buoni propositi in merito alla questione negoziale. La delegazione iraniana a Doha parla di ottimismo e perfino il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato, nel corso di una telefonata con l'emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che Teheran è pronta a raggiungere quello che ha definito "un quadro dignitoso" per porre fine alla guerra e alle attuali tensioni regionali.
Snodo centrale resta l'arricchimento dell'uranio. Il presidente Donald Trump vuole che "venga immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l'Iran, distrutto in loco o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento".
Il fronte è in aperta evoluzione, mentre dall'altra parte continuano le tensioni in Libano dove l'esercito israeliano ha proseguito i raid contro i terroristi sciiti di Hezbollah e dato il via a operazione di terra anche al di là della linea gialla. "Stiamo intensificando le nostre operazioni - ha detto il premier Benjamin Netanyahu - L'Idf sta operando con forze significative sul terreno e prendendo il controllo di posizioni strategicamente dominanti. Stiamo rafforzando la zona cuscinetto di sicurezza per proteggere le comunità del nord di Israele".
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