Trump sospende Project Freedom. L'Iran risponde con l'AI: chi comanda a Teheran
Stop "tattico" alla scorta delle navi nello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa, Donald Trump, sul suo social Truth ha annunciato: "Alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi, dell'enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato di comune accordo che, pur mantenendo in vigore il blocco, Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo di tempo per verificare se l'accordo possa essere finalizzato e firmato".
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Mossa che l'agenzia di stampa iraniana Tasnim sintetizza così: Trump "fa marcia indietro". L'agenzia di stampa Isna, invece, scrive che Trump avrebbe annullato l'operazione "a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti ricevuti dall'Iran". E denuncia il "fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i suoi obiettivi con Project Freedom".
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Guerra di informazione, con l'intelligenza artificiale che si conferma una delle armi comunicative preferite dall'Iran. Da quando è iniziata la guerra del Ramadan, i creativi di Teheran hanno prodotto immagini e video per prendersi gioco del nemico diventati virali, a iniziare dalle parodie dei Lego. L'ultimo, apparso oggi sui media iraniani, fa il verso a Trump che si vanta di avere in mano le carte della vittoria. Nelle immagini, Trump siede al tavolo da gioco con il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, consacrato così il vero uomo forte a Teheran. Sul tavolo, tre carte sullo stretto di Hormuz, le riserve petrolifere e la produzione di greggio. E tre carte ciascuno hanno Ghalibaf e il presidente americano. Il leader del parlamento sorride sornione perché in mano ha la carta dello stretto di Bab al Mandab nel mar Rosso e dei siti petroliferi, che evidentemente Teheran minaccia così di colpire. Mentre il presidente Usa inizia a sudare copiosamente perché le sue carte sono vuote. E tale è la sua disperazione che quasi si accascia sul tavolo con le mani sul volto.
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