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Usa, Secret Service sotto accusa: burnout, carenza di personale e turni massacranti

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Foto: Lapresse

Fausta De Rossi
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Negli Stati Uniti non si placano le polemiche attorno al Secret Service dopo l'attacco alla cena dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. In quell'occasione un uomo armato, il 31enne Cole Thomas Allen, ha tentato di forzare un checkpoint di sicurezza al Washington Hilton, riuscendo inizialmente a superarlo prima di cadere e venire bloccato dagli agenti. Il presidente Donald Trump e altri alti funzionari dell'amministrazione hanno difeso l'operato delle forze di sicurezza, sostenendo che la risposta sia stata adeguata. Tuttavia, l'episodio ha riacceso le critiche sulle capacità operative dell'agenzia, nuovamente sotto i riflettori due anni dopo il precedente di Butler. Secondo fonti interne ed ex funzionari citati da Cnn, il Secret Service soffre da anni di carenze di personale, sovraccarico di lavoro e casi di burnout. "Abbiamo risorse limitate e le utilizziamo al meglio possibile. La realtà è che siamo sotto pressione e costantemente in ritardo", ha dichiarato un ex alto dirigente. Anche esperti e deputati hanno sollevato dubbi sul dispositivo di sicurezza predisposto per l'evento, sottolineando come la presenza contemporanea del presidente, del vicepresidente e di gran parte del governo avrebbe richiesto misure più robuste.

 

 

Il disagio interno è descritto come profondo. "Siamo stati massacrati dopo Butler - ha raccontato una fonte riferendosi al tentato attentato contro Trump nel 2024 in Pennsylvania - ma non abbiamo visto alcun aumento significativo di personale per aiutarci a svolgere il lavoro". "Amo questo lavoro, ma la mia famiglia vuole che me ne vada", ha aggiunto un altro, sottolineando come i turni e le esigenze legate alla protezione del presidente e del vicepresidente JD Vance stiano creando forti difficoltà anche nella vita privata. A complicare ulteriormente il quadro, il presidente Trump richiede un dispositivo di sicurezza particolarmente ampio non solo per le minacce elevate che lo riguardano, ma anche per la sua partecipazione a eventi pubblici molto affollati, come incontri sportivi e manifestazioni. Tutti elementi che, secondo fonti interne, stanno contribuendo a una pressione crescente su un'agenzia già definita "al limite" nella gestione delle proprie risorse operative.

 

 

Tra le critiche più nette figura quella del deputato repubblicano Mike Lawler, che ha definito il livello di protezione di sabato sera "gravemente insufficiente", affermando: "Era del tutto inadeguato rispetto al numero di persone presenti in una sala così piccola". "Il Secret Service ha fatto il suo lavoro quando lo ha intercettato e fermato, ma non si sarebbe mai dovuti arrivare a quel punto. Non avrebbe dovuto trovarsi lì in primo luogo", ha aggiunto Lawler. Un'ulteriore criticità è stata evidenziata dall'ex agente Jonathan Wackrow, che ha ricordato come dopo il tentato attentato contro Trump nel 2024 si fosse aperta una finestra per rafforzare l'agenzia. "C'era slancio, c'erano raccomandazioni bipartisan e anche risorse di bilancio - ha spiegato - ma l'attenzione si è spostata altrove". Secondo Wackrow, la priorità dell'amministrazione si sarebbe poi concentrata sulla formazione di personale per l'Immigration and Customs Enforcement (Ice), rallentando il reclutamento di nuovi agenti per il Secret Service e lasciando irrisolte criticità strutturali ormai consolidate.

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