Re Carlo, il discorso al Congresso Usa tra Nato e Ucraina. E il Nyt lo celebra
In una cornice solenne e altamente simbolica e dopo la cerimonia ufficiale di accoglienza alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Re Carlo III ha tenuto oggi un articolato discorso davanti a una seduta congiunta del Congresso americano, in occasione della visita di Stato a Washington e delle celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza. Il sovrano britannico ha rivolto un lungo intervento ai membri del Congresso, ai vertici istituzionali e ai rappresentanti del popolo americano, definendo il momento come "un'occasione di straordinario significato storico" e ribadendo la profondità del legame tra Regno Unito e Stati Uniti. "Per oltre quattro secoli i nostri destini nazionali sono stati intrecciati", ha dichiarato Carlo III in apertura, esprimendo gratitudine per l'invito e per l'accoglienza riservata a lui e alla Regina. "Oggi sono qui a nome del popolo britannico per rendere omaggio alla democrazia americana e alla lunga amicizia che unisce le nostre due nazioni".
Video su questo argomento
Trump e Melania mostrano a Re Carlo III e Camilla il nuovo apiario della Casa Bianca
Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato la natura storica del rapporto tra Londra e Washington, nato da una frattura ma evoluto in una delle alleanze più solide della storia moderna. Richiamando lo spirito del 1776, Carlo III ha sottolineato come la nascita degli Stati Uniti rappresenti al tempo stesso una rottura e una continuità con la tradizione politica e giuridica britannica: "La nostra è una partnership nata dal dissenso, ma resa più forte proprio da esso. Il principio 'no taxation without representation' fu una profonda divergenza tra noi, ma anche l'espressione di un valore democratico condiviso". Il Re ha evidenziato come entrambe le nazioni condividano radici comuni nel diritto costituzionale, nella tradizione parlamentare e nei principi dello Stato di diritto, ricordando l'influenza della Magna Carta del 1215, della Glorious Revolution e del Bill of Rights inglese del 1689, fino alla loro eco nella Costituzione americana e nel Bill of Rights del 1791. "La Magna Carta continua a essere citata in decine di sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti", ha osservato, sottolineando la profondità della matrice giuridica condivisa.
Video su questo argomento
'Braccio di ferro' tra Carlo e Trump durante la stretta di mano all'arrivo dei reali a Casa Bianca
Carlo III ha poi dedicato ampio spazio al contesto internazionale, definendolo "un'epoca di grande instabilità e incertezza", segnata da conflitti in Europa e Medio Oriente e da nuove minacce alla sicurezza globale. In questo quadro, il sovrano ha sottolineato la necessità di una risposta comune tra alleati: "Ci incontriamo in tempi di conflitto e tensione che mettono alla prova la comunità internazionale e le nostre società". Il Re ha inoltre fatto riferimento a recenti episodi di violenza politica negli Stati Uniti, condannandoli fermamente: "Tali atti non avranno mai successo. Qualunque siano le nostre differenze, restiamo uniti nella difesa della democrazia e nella protezione dei nostri cittadini". Uno dei passaggi più forti del discorso è stato dedicato all'alleanza strategica tra Stati Uniti e Regno Unito, definita "indispensabile" e "più importante oggi che mai".
Carlo III ha richiamato il ruolo centrale della cooperazione in ambito NATO e nei principali teatri di crisi degli ultimi decenni, dall'Afghanistan alle guerre mondiali, fino alla Guerra Fredda e alla risposta al terrorismo internazionale dopo l'11 settembre. "Quando la NATO invocò per la prima volta l'Articolo 5 dopo l'11 settembre, abbiamo risposto insieme", ha ricordato, aggiungendo che "le nostre forze armate, i nostri servizi di intelligence e le nostre strutture di sicurezza sono profondamente integrati". Il sovrano ha anche citato la collaborazione industriale e militare tra i due Paesi, includendo programmi congiunti come la produzione dei caccia F-35 e il progetto sottomarino AUKUS con Stati Uniti e Australia. Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione economica del rapporto bilaterale. Carlo III ha evidenziato il valore degli scambi commerciali tra i due Paesi, pari a centinaia di miliardi di dollari l'anno, e l'enorme volume di investimenti reciproci.
Re Carlo negli Usa: "I nostri due Paesi hanno sempre collaborato anche nei momenti difficili"
"430 miliardi di scambi annuali e oltre 1,7 trilioni di investimenti reciproci rappresentano una base straordinaria per la nostra prosperità comune", ha affermato. Il Re ha inoltre sottolineato il ruolo centrale della cooperazione tecnologica e scientifica, con particolare riferimento a intelligenza artificiale, quantum computing, ricerca farmaceutica e innovazione energetica. "Queste partnership hanno il potenziale di salvare innumerevoli vite e di guidare la prossima ondata di progresso globale", ha dichiarato. Nel suo intervento, Carlo III ha anche ricordato il ruolo della cooperazione accademica e culturale, citando in particolare il programma delle borse di studio Marshall, che ha permesso a migliaia di studenti americani di studiare nel Regno Unito. Le relazioni tra i due Paesi, ha osservato, "non sono solo politiche o economiche, ma anche profondamente umane e culturali", basate su scambi di idee, formazione e valori condivisi.
Un passaggio significativo è stato dedicato alla tutela dell'ambiente e alla crisi climatica, definita una sfida strutturale per la sicurezza e la prosperità future. Carlo III ha sottolineato come "i sistemi naturali costituiscano la base stessa delle nostre economie e della nostra sicurezza nazionale", richiamando la necessità di un'azione congiunta per preservare il patrimonio naturale globale. Nel concludere il suo intervento, il Re ha richiamato il valore della responsabilità condivisa tra le due nazioni, soprattutto in un momento storico delicato. "La storia del Regno Unito e degli Stati Uniti è una storia di riconciliazione, rinnovamento e straordinaria cooperazione", ha affermato. "Dalla divisione siamo arrivati a costruire una delle alleanze più significative della storia umana". Infine, un appello a non ripiegarsi su se stessi ma a rafforzare la cooperazione globale: "Le nostre azioni contano più delle nostre parole. Rinnoviamo il nostro impegno reciproco al servizio dei nostri popoli e del mondo intero". Il discorso si è chiuso con un augurio solenne: "Dio benedica gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito".
Usa, parata d'onore per re Carlo. Trump: "Mia madre amava la regina"
Il discorso di re Carlo davanti al Congresso, inclusi i diretti richiamo ai deputati e senatori presenti sulla loro capacità di fungere da contrappeso alle azioni del potere esecutivo, "ha ricevuto numerose standing ovation. È stata una dimostrazione di statura politica che molti, in queste aule, hanno tentato — invano — di raggiungere", si legge in uno dei primi commenti del New York Times al discorso del monarca britannico, che ha ricevuto consensi bipartisan dagli scranni Repubblicani e da quelli Democratici.
Dai blog
"Finalmente canto in italiano". La prova d'autore di Mario Biondi
Il folletto del pop. Indimenticabile Prince a 10 anni dalla morte
Dating lento e consapevole: arrivano gli psico-incontri