L'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, rappresenta il cuore dell'industria petrolifera di Teheran ed è uno dei bersagli economici più sensibili del conflitto in corso. Il terminale è attraversato da oltre il 90% delle esportazioni di greggio dell'Iran, ma l'infrastruttura è finora rimasta intatta dopo i 12 giorni di bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele. Secondo analisti citati dal Guardian, un attacco a Kharg potrebbe provocare un'impennata dei prezzi del petrolio e destabilizzare ulteriormente i mercati energetici globali. Situata a circa 55 chilometri dal porto di Bushehr e circondata da acque particolarmente profonde, l'isola si estende per soli otto chilometri ma ospita la principale piattaforma di esportazione del greggio iraniano. Attraverso oleodotti sottomarini e terminali di carico, Kharg convoglia il petrolio proveniente dai giacimenti centrali e occidentali verso le petroliere dirette principalmente ai mercati asiatici, con la Cina tra i principali acquirenti. Normalmente transitano dal terminale tra 1,3 e 1,6 milioni di barili al giorno, con capacità di stoccaggio di decine di milioni di barili.
Iran, Cnn afferma: "Khamenei ha piede fratturato e volto lacerato"Proprio il valore strategico spiega perché l'isola sia rimasta fuori dalla lista degli obiettivi militari. Secondo Neil Quilliam, analista del think tank Chatham House, un attacco potrebbe far salire i prezzi del petrolio fino a 150 dollari al barile, dai 120 dollari toccati nei momenti più critici della crisi. Distruggere o paralizzare l'impianto significherebbe togliere dal mercato l'intero flusso di esportazioni iraniane, mentre parte della produzione regionale è già bloccata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Anche un'eventuale occupazione militare dell'isola sarebbe estremamente complessa: servirebbe un massiccio dispiego di forze e potrebbe creare uno stallo energetico. L'Iran continuerebbe a produrre petrolio senza poterlo esportare, mentre gli Stati Uniti controllerebbero il terminale senza poterlo far funzionare, rischiando così di far precipitare i mercati petroliferi in una grave instabilità.
Guerra del petrolio, l'Iran colpisce tre navi a Hormuz: "Preparatevi a 200 dollari a barile"Oltre al suo ruolo economico, Kharg ha un forte valore simbolico. Abitata fin dall'antichità e contesa nei secoli da potenze regionali ed europee, divenne un grande hub petrolifero negli anni Sessanta e fu pesantemente bombardata negli anni Ottanta durante la guerra Iran-Iraq. Oggi è fortemente militarizzata e controllata dalle forze iraniane, mentre le sue acque profonde - tra le poche nel Golfo Persico capaci di ospitare le superpetroliere - continuano a permettere l'attracco delle grandi petroliere che trasportano all'estero il principale sostegno economico della Repubblica Islamica.
