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elezioni in israele

Netanyahu senza maggioranza

Il premier senza numeri per il governo. E spunta l'ipotesi di una grande coalizione

Netanyahu-Gantz, testa a testa

I risultati parziali delle elezioni confermano le anticipazioni degli exit poll: il premier uscente Netanyahu in vantaggio di poco più di un punto e mezzo sulla coalizione di centrodestra di Blu e Bianco di Gantz. Le due liste sono rispettivamente al 28% e al 26%, senza i numeri per formare un governo. A pesare saranno i voti di Lieberman, leader del partito russofono Yisrael Beiteinu..

Negli exit poll il partito di destra del premier uscente e l'alleanza di centro Blu e Bianco del rivale erano pressoché allineati nel loro risultato in queste elezioni, le seconde in cinque mesi: le emittenti televisive prevedevano tra 31 e 33 seggi per il primo, tra 32 e 34 per la seconda, sul totale dei 120 della Knesset. Channel 13 pronosticava che, con le alleanze, il blocco formato da Netanyahu avesse potuto arrivare a 53 seggi, mentre Gantz sarebbe riuscito a toccare quota 58: nessuno dei due, però, avrebbe raggiunto la maggioranza di 61 consentendo al partito di Israel Beytenu dell'ex ministro della Difesa di essere (come era stato largamente anticipato) l'ago della bilancia. 

Netanyahu aveva indetto le elezioni dopo che, a seguito delle elezioni dell'aprile scorso, non era riuscito a formare una coalizione di governo. Una delle sconfitte più brucianti della carriera politica del politico, il primo ministro più longevo di sempre in Israele. Anche questa volta, se gli exit poll saranno confermati, come spesso è accaduto in passato, i negoziati saranno molto complicati per raggiungere una quadra che regga un governo. Il voto era stato largamente guardato come un referendum sulla tenuta di Netanyahu.

Ago della bilancia, per l'appunto, Lieberman. Ex braccio destro di Netanyahu, è stato poi lui a determinare la crisi di governo nel 2018 e, dopo il voto di fine aprile, a impedire che Netanyahu riuscisse a formare una coalizione. Era rimasto fermo sulla richiesta di imporre il servizio militare obbligatorio anche agli ebrei ultraortodossi, un punto delicatissimo negli equilibri tra i partiti. Lieberman si opponeva così a quello che considera lo strapotere degli ultraortodossi sulla scena politica nazionale.

In campagna elettorale, Netanyahu ha cercato di attirare dalla sua parte gli elettori più a destra con una serie di proclami: ha promesso l'annessione della Valle del Giordano dalla Cisgiordania, ha legalizzato la colonia illegale di Mevoot Yericho (per la legge internazionale, tutte le colonie sono illegali). Strizzando così l'occhio ai coloni, dalle posizioni intransigenti. L'ex militare Gantz, da parte sua, aveva promesso di cambiare rotta e portare più democrazia, concentrandosi "sull'interesse di tutti gli israeliani" e promettendo di non agire "nell'interesse dei gruppi di pressione".

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