Esteri

Tre miliardi a Erdogan per fermare i profughi sulle sue coste

L'Europa offre alla Turchia «3 miliardi di fondi aggiuntivi iniziali» per far fronte all'emergenza migranti, e in cambio l'Ue chiede ad Ankara di migliorare le condizioni di vita dei profughi e...

L'Europa offre alla Turchia «3 miliardi di fondi aggiuntivi iniziali» per far fronte all'emergenza migranti, e in cambio l'Ue chiede ad Ankara di migliorare le condizioni di vita dei profughi e rinforzare la vigilanza delle sue coste. L'ammontare iniziale dei 3 miliardi potrebbe essere rivisto a seconda degli sviluppi degli eventi. È questo il contenuto della bozza delle conclusioni del vertice che si è svolto ieri a Bruxelles. In cambio l'Ue darà subito un impulso ai negoziati per l'ingresso della Turchia, che vanno avanti da dieci anni e attraversano una lunga fase di stallo, preparando l'apertura di nuovi capitoli negoziali entro i primi tre mesi del 2016. Per quanto riguarda il regime dei visti, l'intenzione del 28 è di un alleggerimento entro ottobre del 2016, se Ankara risponderà ad alcuni criteri stabiliti. Nella bozza di conclusioni del vertice la Ue e la Turchia hanno ribadito che «la lotta al terrorismo rimane una priorità» e in questo senso le parti si impegnano a colloqui ad alto livello «strutturati e più frequenti», con un vertice da tenersi due volte l'anno. Sul fronte dei richiedenti asilo l'Ue «fornirà assistenza umanitaria immediata e continua» in Turchia e aumenterà «significativamente» il proprio sostegno finanziario complessivo. Nelle conclusioni si ricorda che è stato istituito un Fondo per i rifugiati in Turchia con una dotazione «iniziale» di 3 miliardi di euro. In ogni caso «le necessità e la natura di questo finanziamento saranno riviste alla luce degli sviluppi della situazione». Intanto la Turchia ieri ha consegnato all'ambasciatore e alle autorità militari di Mosca ad Ankara la salma del pilota russo Oleg Peshkov, ucciso martedì scorso dai ribelli turcomanni dopo l'abbattimento del Sukhoi-24 da parte dei caccia turchi alla frontiera con la Siria. La bara è arrivata a bordo di un'ambulanza all'aeroporto di Hatay, nel sud della Turchia, e da lì è stata trasportata in aereo ad Ankara dove è avvenuta la consegna ai russi, in un gesto che punta a far abbassare la tensione nei rapporti bilaterali. Il premier turco, Ahmet Davutgolu, ha confermato l'arrivo della salma in Turchia ma non ha fornito dettagli su come sia stato recuperato e consegnato alle autorità turche. Davutoglu ha auspicato per il futuro un maggiore coordinamento e scambio di informazioni tra le coalizioni che operano nei cieli siriani per evitare simili incidenti in futuro.

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