Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania si sono messe di traverso al consiglio Affari interni Ue sui migranti ed hanno impedito di trovare un'intesa unanime sulla bozza di conclusioni. Dopo la Germania, l'Austria e la Slovacchia, anche l'Olanda annuncia il ripristino del controllo alle sue frontiere nelle prossime ore di fronte all'ondata di migranti e di profughi. Dunque il consiglio Affari Interni Ue è finito senza che sia stato possibile trovare un accordo. O meglio si è trattato di un accordo a metà fra i ministri degli interni Ue sul piano per affrontare l'emergenza immigrazione. Se da un lato c'è il via libera sulla realizzazione degli hotspot, sulla politica dei rimpatri e sul rafforzamento di Frontex, alcuni Paesi non hanno voluto sottoscrivere l'impegno alla ridistribuzione di 120mila profughi. "Serve un ulteriore sforzo", ha detto il ministro francese Bernard Cazeneuve. In un tweet il governo lussemburghese, presidente di turno, ha parlato di "accordo di principio" sul ricollocamento di 120mila migranti con la possibilita' che il tutto venga adottato al Consiglio Esteri di Lussemburgo l'8 ottobre. Nessun dettaglio sulle quote e sulle modalità di ridistribuzione. Condanna della Germania L'Europa "si è disonorata" con il mancato accordo sul piano di redistribuzione dei migranti, ha dichiarato il vice cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel. "Ieri, l'Europa si è disonorata ancora una volta", ha affermato Gabriel, dopo che a Bruxelles è stata raggiunta un'intesa politica sul ricollocamento di 120.000 migranti, ma senza un accordo sulle quote di redistribuzione. Alfano: "Entro due mesi prime redistribuzioni" Il ministro dell'Interno Angelino Alfano scandisce i tempi soddisfatto dell'esito della seduta straordinaria:"Se le procedure europee andranno a buon fine, nell'ambito dei prossimi due mesi partiranno le prime redistribuzioni in Europa" dei migranti che hanno diritto all'asilo. E ha sottolineato che "hotspot, redistribuzione e rimpatri devono viaggiare assieme per garantire il funzionamento del sistema". Dunque il ministro non cambia idea e al termine del Consiglio straordinario che ha affrontato l'emergenza profughi ha ribadito che "per le cose che interessavano a noi è andata bene". "Si può dire che è stata largamente condivisa anche la scelta di una seconda tranche di riallocazione nel resto d'Europa" di 120 mila migranti, che porta a "oltre 40 mila migranti che potranno andare via dall'Italia". Ancora, ha sottolineato, c'è "l'impegno a una responsabilità forte dell'Europa sui rimpatri, e anche che Frontex si faccia carico di rafforzare l'intervento europeo". Insomma, secondo Alfano "alla fine entra in crisi Dublino, quello che più ci aveva influenzato in questi anni". Come è successo per il primo piano da 40 mila rifugiati da ridistribuire da Italia e Grecia, anche per questo secondo schema da 120 mila persone "c'è stata prima una decisione politica, poi altre riunioni per mettere nero su bianco I dettagli e le quote di distribuzione a livello nazionale: il consenso è larghissimo". Secondo Alfano, "un' Europa che decide con forte leadership politica di prendere 120 mila rifugiati da pochi paesi e ridistribuirli è una cosa che non ha precedenti". Ungheria, al via legge anti-immigrazione: quasi 10mila arresti in otto ore La polizia ungherese ha arrestato dopo la mezzanotte già 9.380 migranti entrati dalla Serbia, in applicazione della legge, entrata in vigore a mezzanotte, che prevede fino a tre anni di carcere per chiunque ed a qualsiasi titolo tenti di entrare illegalmente in Ungheria. Lo riferisce un portavoce
Migranti, niente accordo sulle quote
Non c'è l'intesa unanime sulla bozza Ue: Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania sono contrarie. In 40mila andranno via dall'Italia. Oltre 10mila arresti in Ungheria
