Esteri

"Abbiamo perso inutilmente tempo e credibilità"

Pioggia di polemiche contro il governo mentre il Pd fa quadrato attorno a Gentiloni

Da una parte il Pd, che fa quadrato attorno al ministro Gentiloni e vede nella decisione dei giudici di Amburgo un primo passo verso la soluzione della vicenda marò. Dall’altra tutti gli altri. A puntare il dito sulla fallimentare politica estera del governo Renzi. Secondo l’ex ministro delle Difesa e deputato di Fratelli d’Italia, Ignazio la Russa, il primo verdetto del Tribunale di Amburgo è «la dimostrazione che bisognava cominciare prima. Hanno contribuito ad aggravare la situazione l'inerzia dell'Italia e l'atteggiamento persecutorio dell'India. Rimane il rimpianto per avere perso inutilmente 3 anni». E «resta da capire fino in fondo come intenda la Corte Internazionale valutare la richiesta del rientro di entrambi i marò in Italia. Su questo il governo dovrebbe insistere molto». Gli fa eco la leader di FdI, Giorgia Meloni: «Il governo Renzi, dopo aver immotivatamente atteso mesi e mesi prima di ricorrere all'arbitrato internazionale, riesce nell'impossibile impresa di farsi respingere dal tribunale del mare di Amburgo le legittime richieste dell'Italia sulla sospensione delle misure cautelari nei confronti dei marò Latorre e Girone. Era un rigore a porta vuota che solo questo esecutivo incompetente e superficiale poteva riuscire a sbagliare. Inadeguatezza che mette ogni giorno in pericolo i militari e i cittadini italiani». Meno dura Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario FI alla Camera dei Deputati: «Positivo a metà l'esito della prima deliberazione del Tribunale del mare di Amburgo. Anche se la sospensione di tutti i procedimenti giudiziari in India è una buona notizia, la soluzione è ancora lontana. Non è più accettabile nessuna lungaggine sui due marò: l'Italia ha atteso fin troppo a lungo una soluzione dignitosa e rispettosa del diritto internazionale». E la portavoce di FI alla Camera, Mara Carfagna: «Basta polemiche, basta recriminazioni. I giorni passano ed i nostri ragazzi continuano a non avere certezze. Sicuramente sono stati fatti errori enormi nella gestione della vicenda, i nostri Governi non sono riusciti a farsi rispettare, ma adesso bisogna concentrarsi per ottenere la liberazione dei nostri militari». Più diretta Daniela Santachè (FI): «Oggi è una grande giornata di delusione: il governo come sempre non porta a casa niente». E mentre secondo Francesco Garofani (Pd), presidente della Commissione Difesa della Camera, «si apre ora una nuova fase» perché siamo di fronte a «un passo decisivo che sgombera il terreno dalle pretese indiane di una esclusiva giurisdizione interna sulla vicenda», per Francesco Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, si è trattato di «un altro schiaffo all'Italia». Vede segnali incoraggianti, invece, il presidente della Commissione Affari esteri del Senato, Pierferdinando Casini, mentre per il deputato Ncd, Fabrizio Cicchitto, l’unico responsabile politico è il governo Monti. Infine la proposta del senatore di FI, Francesco Giro che chiede che i giudici possano «favorire un negoziato fra le parti per individuare stato terzo per ospitare i due fucilieri».

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