Esteri

Camicie rosse dietro la strage a Bangkok

Le indagini privilegiano la pista interna ma non è esclusa la matrice islamica IL VIDEO del presunto attentatore

L'attentato di Bangkok, che ha causato 22 morti e 123 feriti, è ancora senza responsabili. Ma è collegato all’esplosione avvenuta ieri alle 13 ora locale nei pressi del di Sathorn. Un uomo ha lanciato un ordigno dal ponte Taksin. La polizia ha accertato che l’esplosivo era composto da tritolo, infilato in un tubo di metallo con un fusibile temporizzato. Uguale a quello esploso lunedì di fronte al tempio di Erawan. La bomba lanciata dal ponte aveva però una capacità distruttiva limitata. Non ha fatto vittime perché è finita nel fiume Chao Phraya e l’esplosione ha sollevato un pennacchio di acqua. «L’attentatore voleva colpire la piattaforma che conduce al molo di Sathorn dove si imbarcano molti turisti, specialmente cinesi», fa sapere la polizia. «Dietro gli attentati ci sono più persone coinvolte, thailandesi e stranieri». Si seguono diverse piste. La polizia sta lavorando sulle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza nelle quali potrebbe essere stato identificato uno degli attentatori.L'unità di crisi della Farnesina, intanto, ha invitato i connazionali presenti a Bangkok a evitare la zona nel «distretto centrale di Chidlom, nei pressi dell'omonima stazione della metropolitana e del tempio di Erawan». Nel messaggio pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri, inoltre, si da' conto anche dell’esplosione presso il molo di Sathorn a Bangkok, non risultano al momento feriti». Ieri le autorità thailandesi hanno diffuso un filmato delle telecamere di sicurezza, presenti di fronte al tempio Indù, che potrebbe aver immortalato uno dei possibili terroristi. un uomo, con una maglietta gialla, zaino nero in spalla e cellulare in mano, mentre abbandona una borsa accanto ad una panchina e si allontana. «C'è un sospettato e lo stiamo cercando», ha affermato il portavoce della polizia, Prawut Thavornsiri. A proposito della granata lanciata da un ponte, le forze dell'ordine hanno chiarito che «se non fosse caduto in acqua, avrebbe certamente provocato feriti». Le indagini, quindi, vanno avanti. Il capo di Stato maggiore e vic ministro della Difesa, il generale Udomdej Sitabutr, ha escluso la pista dei ribelli islamici separatisti del sud, sostenendo che la dinamica dell'attentato «non corrisponde» a quelle abituali impiegate dai jihadisti. La pista più seguita porterebbe al terrorismo interno di matrice politica. Il capo della giunta militare al potere, il generale Prayuth Chan-ocha, ha puntato il dito verso il «Fronte unito per la democrazia contro la dittatura», noto come Camicie rosse, considerate vicine alla famiglia dell'ex premier Thaksin Shinawatra e alla sorella, Yingluck, deposta il 7 maggio 2014 da una decisione della Corte Costituzionale. Prayuth Chan-ocha, riferendosi ai responsabili dell'attentato, ha parlato di possibili legami con «un movimento anti-governativo che ha base nel nord-est della Thailandia». Il generale Prayuth, che è anche primo ministro, ha annunciato inoltre di aver effettuato un rimpasto di governo e di aver sottoposto all'anziano e malato re, Bhumibol Adulyadey, la lista per ottenere l’approvazione. Secondo il viceministro della Difesa, generale Udomdej Sirabut, l'attacco è stato invece «una vendetta per una recente operazione delle autorità». L'allusione è al rimpatrio coatto di un centinaio di musulmani uiguri in Cina. Molti membri della minoranza sono infatti fuggiti dalla Cina, a causa della repressione del governo di Pechino nei loro confronti. Intanto da Londra ieri è arrivata la conferma che tra le vittime dell'attentato a Bangkok c'è anche un cittadino britannico che viveva a Hong Kong.

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