Esteri

Gran Bretagna, la regina Elisabetta indice il referendum sull'Ue

Nel discorso per presentare ai sudditi il piano di governo la sovrana rilancia la consultazione per il 2017 e parla anche la lotta al terrorismo

È stato il 62° discorso tenuto dalla Regina Elisabetta II per presentare ai suoi sudditi un piano di governo. E, alla luce dei contenuti e dei toni, sarebbe stato più adatto lo avesse presieduto indossando un elmetto e non uno dei suoi famosi cappellini. Il secondo esecutivo targato Cameron sarà all’insegna dell’azione. Niente attendismi, tentennamenti o titubanze. Il Regno Unito è forte ed è pronto a dimostrarlo. Nella House of Lords, aperta per l’occasione a camere unite come prevede la tradizione, con una cerimonia all’insegna dello sfarzo, Sua Maestà ha letto i ventisei "comandamenti” del nuovo manifesto Tories, questa volta redatto senza le manette dei Lib-Dem ai polsi. Un particolare decisivo che, infatti, ha lasciato pesantemente il segno sulle idee e sulle proposte messe nero su bianco dai Conservatori. Il punto più importante riguarda l’indizione del referendum "In/Out" dall’Unione Europea. La Regina ha confermato che ci sarà, forse già entro la fine del 2016. Meno certo appare invece il ritorno al nazionalissimo "British Rights of Act". I Seniors Tories frenano, perché abbandonare lo "Human Rights Act", come vorrebbe fare il loro leader, significherebbe dire addio a Strasburgo. E sembra ritengano non sia ancora tempo di una così drastica uscita, almeno finché non sarà fallito il tentativo di trovare un accordo con l’Unione Europea mediante la "renegotiation", almeno finché le urne non certificheranno, se ciò avverrà, che il popolo vuole alzare il ponte levatoio tra l’isola e la UE. Sorridendo, Sua Maestà ha affrontato anche lo spinoso capitolo "Scozia", annunciando che le promesse di una più ampia "devolution" in materia fiscale saranno mantenute. Di più, verranno attuate anche per il Galles. Ma Nicola Sturgeon, leader dello Scottish National Party, invece non sorride affatto. "Quello che c’è sul tavolo delle trattative non ci basta, siamo lontanissimi da un accordo" ha dichiarato decisa. Tasse. Nel piano di governo c’è l’impegno a congelare qualsiasi aumento delle imposte sul reddito, sulla VAT (l’Iva "british") e sui contributi previdenziali per tutta la durata del prossimo mandato. E Cameron ha già garantito che i lavoratori con contratti a quaranta ore settimanali al minimo salariale, non dovranno esserre assoggettati ad eventuali nuove tasse. Nello "Queen’s speech" tanto spazio anche per la lotta al terrorismo, con l’annuncio della decisione di introdurre la "snoopers charter", la legge-ficcanaso che obbligherà gli operatori telefonici e gli operatori di rete a fornire ai Servizi i dati e le trasmissioni di soggetti "sospetti". In agenda, anche più poteri alle forze dell’Ordine, che potranno apporre i sigilli alle moschee ritenute centri di aggregazione per eversivi ed estremisti. Da sottolineare nel "Cameron bis" anche il giro di vite sull’immigrazione. La lotta sarà totale, con il sequestro dei salari guadagnati illegalmente, l’espulsione dei clandestini e la denuncia penale dei loro datori di lavoro. Ultima nota: una legge che faciliterà l’acquisto delle abitazioni. "Ovunque vivete, - ha detto Cameron a margine del "Quenn’s speech" rivolgendosi alla sua gente – avrete la possibilità di una buona educazione, di un lavoro dignitoso, di possedere una casa dove abitare con i vostri cari. E avrete la tranquillità mentale che deriva dalla consapevolezza di poter crescere una famiglia e la certezza di una serena vecchiaia". Poi, il "rompete le righe", pardon, la chiusura della cerimonia.

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