Nella solennità di Pentecoste, che ricorda l’effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente, il Papa è tornato a far sentire alta la sua voce contro la corruzione. «Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo - ha detto durante l’omelia della Messa celebrata a S. Pietro - La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido – come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesù chiama ipocriti –, nella mancanza di memoria per ciò che Gesù ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via. Invece, il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Rafforzati dallo Spirito, che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti, rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni - ha aggiunto Francesco - diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace». Un’azione sull’esempio degli apostoli, che da pavidi e impacciati si trasformarono in coraggiosi divulgatori del Vangelo. Un’azione che secondo il Papa deve permeare anche la Chiesa di oggi: lo ha detto chiaramente nell’esortazione Evangelii Gaudium, lo ha ribadito nel messaggio per la Giornata missionaria diffuso ieri. «La missione non è proselitismo o mera strategia; la missione fa parte della "grammatica" della fede, è qualcosa di imprescindibile per chi si pone in ascolto della voce dello Spirito che sussurra "vieni" e "vai". Chi segue Cristo non può che diventare missionario» ha affermato Francesco. E alla recita della preghiera mariana del Regina Coeli il Papa ha ricordato che «la Chiesa non nasce isolata, nasce universale, una, cattolica, con una identità precisa ma aperta a tutti, non chiusa, un’identità che abbraccia il mondo intero, senza escludere nessuno. A nessuno la madre Chiesa chiude la porta in faccia, a nessuno! Neppure al più peccatore, a nessuno! E questo per la forza, per la grazia dello Spirito Santo. La madre Chiesa apre, spalanca le sue porte a tutti perché è madre. Lo Spirito Santo effuso a Pentecoste nel cuore dei discepoli è l’inizio di una nuova stagione: la stagione della testimonianza e della fraternità».
Il Papa: «Lotta senza compromessi contro la corruzione»
Andrea Acalia.acali@iltempo.it Nella solennità di Pentecoste, che ricorda l’effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente, il Papa è tornato a far sentire alta la sua voce contro la...
