Esteri

L'ex presidente Morsi condannato a morte

Insieme ad altri 132 coimputati è accusato di evasione, attacco al carcere e omicidio di agenti di polizia

L'ex presidente egiziano Mohamed Morsi, il leader islamista deposto nel luglio 2013, è stato condannato a morte per aver organizzato un'evasione di massa dal carcere di Wadi El-Natroun al Cairo durante la rivoluzione del 25 gennaio 2011 contro il regime di Hosni Mubarak. Insieme a Morsi evasero altri 30 detenuti, mentre oltre 20mila fuggirono da altri carceri dell'Egitto, tra cui membri del movimento libanese di Hezbollah e militanti palestinesi di Hamas. Insieme ad altri 132 coimputati, Morsi è accusato di evasione, attacco al carcere e omicidio di agenti il 28 gennaio 2011. La sentenza è stata emessa dal tribunale del Cairo. Per l'esecuzione dovrà esserci il via libera del Gran Mufti, la massima autorità legale islamica dell'Egitto che dovrà decidere se approvare le condanne a morte. L'invio della sentenza al Gran Mufti è il primo passo nell'iter legale necessario ad applicare la pena capitale. La decisione del Mufti non è vincolante, ma dopo la sua decisione il tribunale emetterà un verdetto finale, previsto per Morsi il 2 giugno. Una volta che questo sarà reso noto, gli imputati potranno ricorrere in appello. Il mese scorso il deposto presidente islamico era già stato condannato a 20 anni per incitamento alla violenza contro i manifestanti del 2012, quando era alla guida dell'Egitto.

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