Il califfo torna a farsi sentire. Dopo una lunga assenza, durante la quale si sono susseguite voci di un suo possibile ferimento e in alcuni casi anche la morte, il leader dello Stato islamico "domina e provoca". Con un messaggio audio di quasi 35 minuti Abu Bakr al-Baghadi incita ancora i suoi mujihaeddin sparsi in Occidente a cui intima: "Prendete le armi ovunque voi siate" per combattere contro i miscredenti. Perchè, sottolinea ancora il leader dell'Isis, "l’Islam è una religione di guerra e non di pace". Impossibile verificare l'autentica dall'audio. L'unica certezza è che i discorsi e le parole si ripetono come in ogni messaggio jihadista che si ripropone dall'epoca del defunto Ousama bin Laden. E quindi ecco l'attacco ai crociati, le minacce agli infedeli e il chiaro riferimento alla Cristianità che ha il suo cuore pulsante a Roma. Poi il califfo elogia i "lupi solitari" che hanno già colpito in gli ebrei e i crociati in America, Europa, Australia e Canada, levando loro il sonno per la rabbia e la paura. «Siete stati bravi», dice. Ora però la guerra deve continuare più dura e violenta di prima.
Il califfo è ancora vivo e chiama i suoi
Abu Bakr al-Baghadi: "L'Islam è una religione di morte. Prendete le armi e invadete Roma"
