Esteri

Nepal, due ragazzini estratti vivi a cinque giorni dal terremoto

Salvi un quindicenne e due donne. Tre italiani dispersi. Tragico il bilancio delle vittime

A cinque giorni dal sisma che ha messo in ginocchio il Nepal, due ragazzini sono stati estratti vivi dalle macerie di edifici crollati. Il primo è un quindicenne, Pema Lema, che era rimasto intrappolato nel crollo di un edificio, a Kathmandu. I soccorritori, tra i quali gli americani dell'agenzia di cooperazione statunitense, Usaid, hanno lavorato per ore per cercare di raggiungerlo. E quando il ragazzo, messo su una barella, è stato issato in alto dai soccorritori, dalla folla che ansiosa aspettava l'esito delle operazioni si è levato un applauso. L'adolescente è apparso stordito, con il volto coperto di polvere, e i medici gli hanno messo subito una flebo al braccio per reidratarlo e un tutore al collo. Poi, il Centro nazionale operazioni di emergenza (Neoc) nepalese ha reso noto, in un tweet, che due donne sono state estratte vive dalle macerie a Dadhikot, quartiere di Kathmandu, e Bhaktapur, località vicina alla capitale. Ieri il salvataggio di un neonato di appena quattro mesi.   Tre italiani dispersi. Intanto la Farnesina aveva fatto sapere che "al momento è sceso a tre il numero dei connazionali che l'Unità di Crisi sta ancora cercando di rintracciare" in Nepal. Intanto, il C130 italiano è arrivato stanotte alle 2.45 ora locale a Kathmandu ed è ripartito circa un'ora dopo con a bordo 29 superstiti del terremoto, tra cui 23 italiani e sei cittadini di altre nazioni europee   Il bilancio è sempre più tragico: oltre 5.300 morti e 8.000 feriti; 8 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.