Esteri

Danni di guerra, Atene: "La Germania ci deve 278 miliardi"

La Grecia presenta il conto per l'occupazione nazista ma per Berlino la questione risarcimenti si è chiusa con i pagamenti fatti negli anni '60

Il ministro dell'Economia e vicecanceliere tedesco, Sigmar Gabriel, ha definito "stupido" che Atene richieda adesso i danni di guerra per l'occupazione nazista. Eppure il presidente del Consiglio, Alexis Tsipras, e il suo governo sembrano determinati. La Germania deve alla Grecia 278 miliardi di euro, compresi 10 miliardi per un prestito che fu preteso dalle forze di occupazione naziste. E' la stima fornita al Parlamento dal viceministro delle Finanze greco, Dimitris Mardas. "Secondo i nostri calcoli, il debito collegato alle riparazioni di guerra è di 278,7 miliardi di euro, compresi 10,3 miliardi per il cosiddetto prestito forzato", ha detto il viceministro. Mardas ha spiegato che i dati sono stati forniti dalla ragioneria generale dello Stato. Il nuovo governo ha fatto dei risarcimenti di guerra tedeschi una questione morale che deve essere ancora risolta. Il ministro della Giustizia, intervenuto sull'argomento, aveva detto il mese scorso di essere pronto a dare esecuzione a una sentenza di 15 anni fa della Corte Suprema che autorizza il sequestro di asset tedeschi in Grecia per ripagare le atrocità di guerra. Tuttavia, molti esperti ritengono che la disputa ha raggiunto uno stallo giudiziario dopo una vittoria tedesca nei confronti dell'Italia presso la Corte internazionale di giustizia nel 2012. L'alta Corte ha stabilito che l'Italia ha violato la legge internazionale permettendo ai suoi tribunali di procedere in cause risarcitorie contro la Germania. Per Berlino la questione dei risarcimenti alla Grecia si è chiusa con i pagamenti fatti negli anni '60 come parte degli accordi con diversi paesi europei. Anche il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto a marzo che la questione è "politicamente e legalmente risolta". Gabriel ha definito una manovra politica la mossa greca, visto che il dibattito è sulla "stabilizzazione dell'euro" e il problema attuale "non ha nulla a che vedere con la Seconda Guerra Mondiale e i danni". Il vicecancelliere ha ipotizzato che le riflessioni e le discussioni attorno alla questione dei danni nazisti continueranno anche nei prossimi anni in Germania, nonostante la questione sia legalmente chiusa.

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