Soddisfazione in Iran, rabbia in Israele: queste le reazioni più forti all'indomani dello storico accordo sul nucleare iraniano ragiunto a Losanna. In diretta tv, il presidente della repubblica islamica, Hassan Rohani, ha affermato che un giorno l'intesa "entrerà nella memoria storica del popolo iraniano". Le potenze mondiali, ha sottolineato Rohani, "hanno accettato che in Iran si possa arricchire uranio". Il presidente ha assicurato che ora Teheran "può cooperare con il mondo e non deve scegliere tra lottare e arrendersi". L'accordo di Losanna, ha osservato, "potrebbe aprire una nuova pagina per le nostre relazioni internazionali" e avviare una nuova fase di "interazione costruttiva". "Onoreremo l'accordo", ha promesso il 66enne leader riformista iraniano, "se anche la controparte si atterrà all'intesa". Netanyahu: "Teheran riconosca esistenza Israele". Per il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si tratta invece di un accordo preliminare "molto pericoloso" che costituisce una "minaccia" per l'esistenza di Israele e per questo il suo governo farà tutto il possibile affinché sia modificato. "Un accordo finale", ha avvertito Netanyahu, "dovrà richiedere a Teheran un chiaro impegno nel riconoscere il diritto di Israele ad esistere". L'unico obiettivo iraniano, ha insistito, "è costruire la bomba atomica. Non solo l'accordo lascia a Teheran un'ampia infrastruttura nucleare perché non prevede la chiusura di una sola installazione, ma autorizza l'Iran a conservare migliaia di centrifughe per continuare ad arricchire uranio". Scetticismo anche da parte dell'Arabia Saudita, con il re Salman bin Abdulaziz al-Saud che in una telefonata con Obama ha espresso la speranza "in un accordo definitivo vincolante che rafforzi sicurezza e stabilità della regione e nel mondo". L'Alto Rappresentante della Politica estera dell'Ue, Federica Mogherini, ha parlato di un "messaggio di speranza e di fiducia" al mondo e di "una sconfitta per i falchi di entrambe le parti". Ma i leader europei manifestanto ancora cautela. Per il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, l'intesa "è positiva" ma "è ancora troppo presto per festeggiare". Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, da parte sua, ha ammesso che sulla spinosa questione del calendario per la revoca delle sanzioni all'Iran "non è ancora stata trovata un'intesa" e "non sarà facile" trovarla. Da qui al 30 giugno si dovrà elaborare un accordo trasparente da rendere operativo in una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu e le sanzioni saranno lo scoglio principale. Le sanzioni economiche e finanziarie imposte da Ue e Usa saranno revocate gradualmente di pari passo con il rispetto degli impegni da parte di Teheran, ma non è chiaro a partire da quando.
Nucleare, Iran celebra l'intesa. Israele in allerta
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