Il terrorismo è un problema "che riguarda tutti i paesi e fra questi dobbiamo comprendere anche Italia e Francia". E' quanto ha affermato il presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, nel corso di un'intervista all'emittente televisiva "Europe 1". In riferimento al problema del terrorismo in Tunisia, Essebsi ha riferito della presenza di "4 mila tunisini jihadisti tra Iraq e Siria, 400 dei quali sono già rientrati, mentre altri 5 mila sono stati fermati prima della partenza verso quei paesi". Inoltre dal punto di vista delle indagini sull'attentato al museo del Bardo, il presidente ha confermato che "il terzo membro del commando è ancora in fuga". Si è però mostrato deciso a combattere il terrorismo perché "dichiariamo guerra a chi ci dichiara guerra" anche se si dice "contrario allo stato di polizia". Terroristi legati all'Isis. I due terroristi uccisi dalle forze speciali tunisine durante il blitz al museo del Bardo farebbero parte del gruppo tunisino Katibat Okba Ibn Nafaa, diretto dall'algerino Lokman Abou Sakher, che - a quanto sembra - avrebbe dichiarato da pochi mesi, fedeltà allo Stato Islamico (Isis), dopo essere stato legato ad Al Qaida Maghreb. E' quanto emerge dalle prime indagini delle autorità tunisine secondo quanto trapela sui media locali. Il grupo Katibat Okba Ibn Nafaa, distintosi in passato per azioni particolarmente violente contro le forze armate come quella del luglio 2013, che costò la vita a nove soldati, e quella del luglio 2014 dal bilancio tragico di 14 soldati morti e 23 feriti, fa capo a Lokman Abou Sakher con cui i due avrebbero avuto contatti prima dell'attentato e da cui avrebbero avuto le armi pesanti per l'attacco. Il gruppo tunisino che si avvale anche di elementi algerini, opera principalmente nei pressi del monte Chaambi, nel governatorato di Kassserine.
Isis, il presidente tunisino Essebsi: "Problema terrorismo anche in Italia e Francia"
I due attentatori al museo del Bardo sarebbero legati allo Stato Islamico attraverso il gruppo Katibat Okba Ibn Nafaa precedentemente affiliato ad al-Quaeda nel Maghreb
