Non si è fatta attendere la prima risposta del governo di Amman al barbario assassinio del pilota giordano bruciato vivo dai terroristi dell' Isis. All'alba, è stata giustiziata la kamikaze mancata, Sajida al-Rishawi, la terrorista irachena di cui l'Isis chiedeva la liberazione in cambio degli ostaggi. La donna era stata trasferita nel carcere di Swaqa, 70 chilometri a sud di Amman, dove di solito avvengono le esecuzioni capitali, appena un'ora dopo la pubblicazione del video. Con lei, alle 3 della notte ora italiana, è stato impiccato anche un altro jihadista, Ziad al-Karbouli, un iracheno considerato vicino ad Abu Musab al-Zarqawi e che aveva ucciso un giordano. Altre esecuzioni di terroristi sono attese già nelle prossime ore. Intanto, mentre Amman si prepara a rafforzare il suo impegno nella coalizione internazionale che da settembre bombarda il Califfato, emergono crepe nel fronte degli alleati arabi. Ora si è scoperto che dopo la cattura del pilota, a fine dicembre, gli Emirati Arabi hanno interrotto la partecipazione ai bombardamenti aerei contro l'Isis, per timore che i propri piloti possano essere catturati dagli jihadisti. Le autorità emiratine pretendono un impegno maggiore degli Usa per il recupero dei loro uomini in caso di abbattimento degli aerei e lo schieramento nel nord dell'Iraq, più vicino al teatro dei raid aerei, dei V-22 Osprey, i velivoli d'assalto che vengono impiegati per operazioni di salvataggio. Giordania sotto choc. La madre del pilota bruciato vivo si è sentita male e ha dovuto essere ricoverata in ospedale quando ha saputo quale sorte fosse toccata al figlio. Il padre ha chiesto una "vendetta peggiore che due esecuzioni". Dopo aver promesso di non darev tregua agli jihadisti, re Abdallah - che era a Washington, quando è stato diffuso il raccapricciante video - è rientrato ad Amman con l'impegno americano per ulteriori aiuti per un miliardo di dollari all'anno per i prossimi tre anni. Il pilota giordano è stato commemorato come "un martire" anche dai peshmerga curdi che hanno perso un migliaio di uomini nella guerra contro l'Isis. Dall'inizio dell'anno si stima che in Siria gli jihadisti hanno giustiziato 50 persone, ma la brutalità dell'uccisione del pilota giordano viene letta come un messaggio di orrore per scalfire la coalizione anti-jihadista. Il mondo islamico, però, appare compatto nella condanna: un durissimo monito è stato lanciato dall'Università di Al-Azhar al Cairo, il più prestigioso centro d'insegnamento dell'Islam sunnita, che ha chiesto "l'uccisione, la crocifissione e l'amputazione degli arti" dei terroristi dell'Isis. Il mondo arabo si ribella: "Crocifiggere jihadisti". Il mondo islamico compatto nella condanna: una fatwa è stato lanciato dall'Università di Al-Azhar al Cairo, il più prestigioso centro d'insegnamento dell'Islam sunnita, che ha chiesto "l'uccisione, la crocifissione e l'amputazione degli arti" dei terroristi dell'Isis. Si tratta della citazione di un verso del Corano che indica la pena da applicare nei confronti di chi "uccide sfrenatamente gli innocenti senza peccato", come precisato dal Grand Imam Ahmed al Tayeb. Lo sceicco di al Azhar ha ricordato che in base ai precetti dell'Islam "solo Allah può punire con le fiamme", cosa che "non è concessa agli esseri umani". Tayeb ha invitato dunque la comunità internazionale a combattere contro "chi ha offeso l'Islam e il profeta Maometto". Condanne sono arrivate dal Cairo, dal Qatar, e perfino dal movimento dei Fratelli musulmani: l'Unione degli ulema ha parlato di un "crimine vile, che contrasta con la sharia islamica". Russia: stop finanziamenti Stato islamico. Si muove la Russia. Mosca sta preparando la bozza di una risoluzione a carattere vincolante, da sottoporre "nei prossimi giorni" al voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con l'obiettivo di tagliare le fonti di finanziamento dello Stato Islamico: lo ha riferito la stessa rappresentanza russa presso il Palazzo di Vetro, mentre da ambienti diplomatici occidentali è trapelato che una prima stesura del documento sarebbe già stata consegnata agli altri membri permanenti del Consiglio stesso, che nel frattempo ha condannato formalmente la truce esecuzione del pilota giordano catturato, e presto sarà distribuita anche ai dieci a rotazione. E' molto raro che Mosca assuma iniziative del genere in ambito Onu, ma la questione del califfato creato dai jihadisti in parti della Siria e dell'Iraq sta suscitando particolare apprensione al Cremlino, soprattutto a causa dell'elevato numero di estremisti ceceni che vi hanno aderito. La futura risoluzione affronterà i tre principali canali attraverso i quali lo Stato Islamico si procura fondi: forniture clandestine di petrolio, vendite di contrabbando di reperti archeologici e sequestri di persona a scopo di estorsione. Tutti i Paesi saranno sollecitati a boicottare tali attività evitando di elargire denaro, anche per il semplice rilascio degli ostaggi.
Isis, il mondo arabo si ribella: "I terroristi vanno crocifissi"
La richiesta dell'Università di Al-Azhar al Cairo. La Giordania si vendica dopo l'uccisione del pilota arso vivo VIDEO Giustiziata la kamikaze irachena al-Rishawi LEGGI ANCHE
