Esteri

«Denunciate la violenza senza equivoci»

Nello Sri Lanka una folla enorme ha accolto Papa Francesco con entusiasmo Chiesta ai leader religiosi la condanna chiara degli abusi in nome della fede

Ostinatamente alla ricerca del dialogo e dell’incontro. Senza paura di attirarsi le critiche dei benpensanti ma con l’unico obiettivo di cogliere quanto di positivo c’è in ogni uomo, in ogni cultura e in ogni fede per costruire non a chiacchiere ma concretamente un mondo più accogliente, dove la pace non resti un’utopia. Per questo Papa Francesco, come ha rivelato il portavoce padre Lombardi, si è detto molto felice per l’incontro interreligioso che si è tenuto a Colombo, capitale dello Sri Lanka dove il Pontefice è atterrato quando in Italia erano le 4.30 di ieri mattina. «È stato un grande successo l'incontro interreligioso nel Bandaranaike Memorial e questo per clima, contenuti e per la presenza di più di 500 esponenti delle quattro religioni dello Sri Lanka» ha detto padre Lombardi. Rivolgendosi a buddhisti, induisti, musulmani e cristiani, Francesco ha citato il Concilio, quando «la Chiesa Cattolica ha dichiarato il proprio rispetto profondo e duraturo per le altre religioni». E dunque, ferme restando le differenze esistenti, «se siamo onesti nel presentare le nostre convinzioni, saremo in grado di vedere più chiaramente quanto abbiamo in comune. Nuove strade si apriranno per la mutua stima, cooperazione e anche amicizia». Facendo riferimento alla recente storia dello Sri Lanka, straziato da anni di guerra civile, il Papa ha incoraggiato a continuare il cammino di riconciliazione intrapreso ed è tornato a condannare il fanatismo religioso proprio come aveva fatto l’altro ieri nel discorso rivolto al corpo diplomatico: «Per il bene della pace, non si deve permettere che le credenze religiose vengano abusate per la causa della violenza o della guerra - ha ribadito il Papa - Dobbiamo essere chiari e non equivoci nell’invitare le nostre comunità a vivere pienamente i precetti di pace e convivenza presenti in ciascuna religione e denunciare gli atti di violenza quando vengono commessi». Il Papa ha accettato che gli fosse posta sulle spalle, durante l'incontro con i leader religiosi dello Sri Lanka, la vistosa stola gialla degli indù, così come al suo arrivo nella splendida isola ha indossato una ghirlanda di fiori bianchi e gialli. Francesco è stato salutato da gruppi di ballerini e da un coro di bambini. Poi il lungo corteo, nel quale erano presenti anche 40 elefanti riccamente addobbati, ha percorso i 30 chilometri che separano l’aeroporto dalla capitale tra due ali di folla festante: almeno 300.000 persone in un Paese dove i cattolici sono una sparuta minoranza (6,2%) dei 20 milioni di abitanti. Un trasferimento lento, che ha comportato un ritardo di un’ora, tanto da far slittare l’incontro con i vescovi facendo ipotizzare una certa stanchezza del Pontefice dopo il lungo viaggio aereo. «Papa Francesco sta bene - ha precisato padre Lombardi - il ritardo è dovuto alla folla immensa che si è riversata sulle strade per salutarlo, una cosa mai vista in queste proporzioni, della quale il Pontefice è stato contento». Due gli appuntamenti principali di oggi: la messa che sarà celebrata nel parco Galle Face Green di Colombo, di fronte al mare, in cui è attesa la partecipazione di 400.000 persone, e la visita al santuario di Nostra Signora di Madhu. Durante la messa sarà canonizzato José Vaz, sacerdote di origine portoghese nato a Goa, beatificato da Giovanni Paolo II durante la sua visita nel 1995.

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