Francois Hollande sta ricevendo all'Eliseo i leader europei e internazionali giunti in quella che, per oggi, è la "capitale del mondo". Oltre un milione di persone sfileranno per le vie di Parigi contro la violenza e la brutalità del terrorismo di matrice islamica. Una reazione forte, d'orgoglio, cui non può non affiancarsi una stretta delle misure di sicurezza. Proprio per questo, prima della manifestazione, i ministri dell'Interno europei si sono riuniti in un vertice che è la prima vera risposta politica agli attentati di questi giorni. Al termine il ministro dell'interno francese Bernard Cazeneuve ha riassunto i temi dell'incontro: "Abbiamo cercato di trovare una forma di coordinamento per affrontare il problema del network organizzato dei foreign fighters in vista di un miglioramento dei contatti tra i diversi paesi. Abbiamo affrontato il nodo di un maggiore controllo su Internet e dello scambio dei database relativi ai viaggiatori". "Occorre condividere le informazioni su combattenti stranieri ma anche sulle reti e le filiere terroristiche organizzate - ha prosegutio - e serve un impegno a rafforzare ancora di più la nostra cooperazione". Secondo il ministro lo scambio di informazioni "deve applicarsi anche agli spostamenti" e alle transazioni finanziarie di cui "beneficiano i combattenti". Cosa che porterebbe ad una modifica delle regole di Schengen. Tema delicato su cui l'Italia, ad esempio, non è d'accordo. Anche se oltre alla Francia pure la Spagna è pronta a modificare i trattati.
Terrorismo, la Francia vuole rivedere Schengen
Gia tantissime le persone in piazza a Parigi. Prima il vertice dei ministri dell'Interno europei: più controlli su internet LEGGI ANCHE La Francia si rimette in marcia
