Esteri

Atene non decide sul presidente della Repubblica. Grecia al voto il 25 gennaio

Fallisce il terzo e ultimo tentativo di elezione. Tonfo della Borsa di Atene. Tsipras favorito. Renzi: "Escludo rischio contagio"

La Grecia non scioglie il nodo sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica. E le borse crollano, l'Europa trema e Alexis Tsipras di frega le mani. Ad Atene è fallito il terzo, decisivo tentativo di scelta per il nuovo capo dello Stato. Nelle due precedenti votazioni, che non sono andate a buon fine, il candidato conservatore proposto dal governo, l'ex commissario Ue Stavros Dimas (vice presidente del partito Nuova Democrazia del premier Antonis Samaras) ha ottenuto rispettivamente 160 e 168 voti. Dimas, 73 anni, avrebbe dovuto ottenere 180 voti dai 300 membri del Parlamento affinché si potesse risolvere la situazione di stallo politico del Paese. La votazione al Parlamento di Atene oggi è stata sospesa dopo che 121 deputati hanno dichiarato che si sarebbero astenuti, facendo mancare il quorum per Dimas, che ha perso ogni chance. Alla fine i voti ottenuti sono stati 168, come nel secondo scrutinio. Prima ancora che iniziasse il voto, del quale era largamente previsto l'esito negativo, la Borsa di Atene era crollata del 10%. Secondo la Costituzione greca, se il Parlamento non riesce a eleggere il presidente dope tre votazioni, viene sciolto entro dieci giorni, e vanno indette elezioni anticipate. Il voto ci sarà il 25 gennaio, molto verosimilmente. Al più tardi il primo febbraio. Ad annunciarlo è stato il premier Antonis Samaras: "Domani mi recherò dal presidente e chiederò che le elezioni si svolgano il prima possibile, il 25 gennaio", ha riferito l'esponente del centrodestra in un discorso alla nazione in tv. La Grecia va al voto con la prospettiva della probabile affermazione della sinistra di Syriza. Secondo un sondaggio pubblicato sabato scorso dall'istituto Alco, per il partito di Alexis Tsipras voterebbe il 28,3% dei greci, contro il 25% che sceglierebbe la Nuova Democrazia di Samaras. “Il futuro è già iniziato. Siamo ottimisti e felici” è stato il commento del leader di Syriza, che ha già dichiarato di voler mettere in discussione le riforme concordate con la troika. Una prospettiva, quella della vittoria della sinistra radicale (che vuole rinegoziare i termini di accordo con l'Ue e il Fmi) che rischia di dare un forte scossone alla stabilità dell'eurozona e già crea agitazione nelle Borse europee. Dopo un'apertura mista, i principali listini del Continente hanno iniziato a mostrare un andamento debole. Influenzati dall'incertezza sul futuro della Grecia sono in particolare Milano, con il Ftse Mib che cede oltre il 2%, e Madrid. Matteo Renzi, ostentando tranquillità, ha detto di “escludere totalmente un effetto contagio tra l'Italia e la Grecia”.

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