Hollywood prende in giro il presidente della Corea del Nord Kim Jong-Un con il film «The Interview», la Sony Pictures che lo ha prodotto viene attaccata dagli hacker e ne nasce una spy story. Con tanto di interventi incrociati del presidente degli Stati Uniti Barack Obama e della Cina, che di Pyongyang è alleata. E pubblicazione su Internet dei dai personali di 47mila dipendenti della Son, delle email compromettenti spedite dai manager, di cinque film inediti e perfino della sceneggiatura della nuova avventura del 007 cinematografico James Bond. Non è piaciuta ai coreani la commedia tessuta da Evan Goldberg e Seth Rogen che racconta le tragicomiche avventure del giornalista d’assalto Dave Skylark (interpretato da James Franco) del produttore televisivo Aaron Rapoport (lo stesso Seth Rogen) che riescono dopo numerose peripezie ad ottenere un’intervista con il presidente Kim Jong-Un, figlio del «Caro Leader» Kim Jong-Il morto nel 2011. Per poi venire contattati dalla Cia e accettare l’incarico di assassinarlo perché ritenuto «l’uomo più pericoloso del mondo». La pellicola, seppur condita da gag surreali che mostrano l’inverosimile preparazione dell’attentato, ha per obiettivo un politico vivente. Che, a quanto pare, si è risentito e ha fatto dire attraverso il proprio ambasciatore all’Onu Kim Song: «Il film si è preso gioco della nostra sovranità». Negando comunque ogni collegamento con l’attacco hacker subito da Sony Pictures, che si preparava a distribuire per Natale la pellicola in Corea del Nord. E che invece se ritrovata con cinque film inediti e una marea di dati riservati «rubati» dai pirati informatici dalla rete aziendale e pubblicati su Internet. Risultato? La Sony ha rinunciato a distribuire la pellicola: «Non avevamo alternative». «Non doveva cedere al ricatto», è intervenuto Barack Obama, sottolineando che «non si possono cancellare film scomodi». La vicenda cade in concomitanza con il dibattito che lunedì si terrà al Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord. Kim ha fatto sapere che la delegazione nordcoreana non sarà presente e che gli Stati Uniti stanno usando il Consiglio come arma contro Pyongyang. Il quotidiano cinese Global Times ha definito «di una arroganza culturale assurda» il film satirico americano '»The Interview». E aggiunge che i cineasti statunitensi non dovrebbero prendere in giro il leader nordcoreano Kim Jong Un. La pellicola che «prende in giro il leader di un Paese nemico degli Stati Uniti, non è qualcosa di cui debbano inorgoglirsi Hollywood e la società americana», si legge nell’editoriale del Global Timnes. Il devastante attacco hacKer a Sony Pictures da parte della Corea del Nord e la mancata uscita sugli schermi di The Interview potrebbe costare alla casa cinematografica fino a mezzo miliardo di dollari. In risposta alla diffamazione senza fondamento che è portata avanti dagli americani per mobilitare l’opinione pubblica» non sono mancante anche questa le minacce: «Se gli Stati Uniti si rifiutano di accettare la nostra proposta di inchiesta congiunta bisogna che si ricordino che vi saranno gravi conseguenze», ha fatto sapere il Ministero degli Esteri nordcoreano.
Attacco hacker: Usa e Corea ai ferri corti
Pyongyang: «Il film su Kim Jong-Un prende in giro la nostra sovranità» Finiti su Internet 5 film inediti della Sony, email e dati di 47mila dipendenti