Esteri

Marò, la trattativa c’è ma non si vede

Il ministro degli Esteri indiano conferma: «Valutiamo una proposta dell’Italia»

Alla fine la trattativa segreta tra Italia e India sui marò è venuta a galla. I contatti riservati ci sono, ma, almeno per il momento, non hanno portato ad alcun risultato. L’India sta valutando una proposta di «soluzione consensuale», avanzata dall’Italia sul «caso marò», sospettati, ma dopo tre anni ancora non formalmente accusati, dell’omicidio di due pescatori, in un mai chiarito incidente in alto mare. Il governo indiano ha dato la conferma di questi contatti rispondendo a un’interrogazione dei parlamentari Achuthan e Raja, membri del Partito comunista dell’India. I due parlamentari, si legge nell’interrogazione pubblicata sul sito del ministero degli Esteri indiano, hanno chiesto se risponde al vero che da Roma è giunta la proposta per una soluzione condivisa e quale potrebbe essere la reazione dell’esecutivo. La risposta è stata breve: «La materia - ha affermato il titolare del dicastero Sushma Swaraj - è all’esame della Corte Suprema dell’India». Il governo italiano ha avanzato una proposta che, attualmente, «è all’esame di quello indiano». Inoltre Swaraj ha affermato che l’India sta esaminando «con spirito positivo» la proposta di soluzione consensuale della vicenda dei fucilieri presentata dall’Italia, chiarendo che non è possibile «prevedere quanto tempo prenderà questo esame». Comunque «le relazioni fra Italia ed India sono molto buone, per cui lo spirito non può essere negativo ma positivo». Sulla vicenda appare chiaro che ci sono forti tensioni tra ministeri e tra potere centrale e i poteri locali e M.P. Achutan, che è membro del Rajya Sabha, la Camera alta del Parlamento indiano per lo Stato del Kerala, ha subito ribattuto che Latorre e Girone «devono sottomettersi alla giustizia indiana». Il Kerala è lo stato di origine dei due pescatori uccisi e Achuthan ha detto di «non essere contento per la risposta ricevuta. Per me - ha sottolineato - i due fucilieri italiani debbono sottoporsi alla giustizia indiana. E quindi nessun intervento diplomatico dovrebbe essere ammesso in questo ambito». Ammessi o no, comunque, i contatti diplomatici stanno ottenendo ben miseri effetti. «Alla prova dei fatti», ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a RaiNews 24, questi contatti «non hanno purtroppo dato i risultati sperati». Gentiloni ha aggiunto che questo causa a ragione «il disappunto e l’irritazione» dell’Italia dopo che la «Corte Suprema, nella quale il governo indiano ha voce ed esprime posizione, ha respinto domande con carattere assolutamente umanitario». Per Gentiloni i contatti con l’India hanno «prodotto risultati assolutamente inaccettabili. Ad essere sinceri - ha aggiunto - finora il raccolto è molto deludente». E Massimiliano Latorre deve restare in Italia, per ricevere «cure adeguate sul piano medico e psicologico». Le somme le tira Carlo Fidanza, dell’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: «Il semestre europeo di Renzi è un fallimento peggiore di quello annunciato», oltre ai problemi economici e politici «l’Europa è rimasta a guardare sulla vicenda marò invece di interrompere i negoziati per l’accordo di libero scambio con l’India». A livello europeo cerca di smuovere la situazione Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente del gruppo Ppe: «Girone e La Torre sono cittadini europei. Ho presentato un’interrogazione per chiedere l’attivazione immediata di tutti gli strumenti politici e diplomatici dell’Unione per la tutela dei cittadini europei Girone e La Torre. In poco più di due ore ho raccolto più di 90 firme nonostante ne fossero necessarie solo 40. Ringrazio di cuore gli esponenti di FI, M5S, del Pd, della Lega, di Ncd e Udc».

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