Nei prossimi giorni partiranno i primi militari italiani in Iraq con compiti di addestramento. I soldati saranno inviati nell’area dove la coalizione internazionale, a guida Usa, sta sostenendo con raid aerei i curdi che combattono lo Stato islamico. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in un’audizione a Montecitorio, spiegando che soldati italiani raggiungeranno il Kurdistan iracheno «per addestrare i militari curdi, insieme ad altri soldati della coalizione internazionale». Altri militari, ha aggiunto, «partiranno nel mese di gennaio, fino a raggiungere la consistenza prevista di 280 unità, parte delle quali costituite da forze speciali». Ma cosa faranno una volta arrivati nel teatro di guerra? «Relativamente alle attività di addestramento dei militari iracheni, in particolare dei curdi, queste vengono già sviluppate in Italia per l’utilizzo e la manutenzione delle armi a loro cedute». La situazione è in evoluzione. Nelle ultime settimane, ha aggiunto il ministro, «ci sono stati i primi positivi risultati nelle operazioni contro l’Isis, di cui è stata arrestata l’espansione territoriale. Le forze irachene hanno riconquistato alcune località strategiche da un punto di vista energetico». Il nostro impegno, come detto, non si limita all’invio di addestratori. «Oltre ai lotti di armi e munizioni - ha aggiunto Pinotti - abbiamo consegnato sistemi controcarro tipo Folgore e abbiamo schierato tutti gli assetti aerei, dal velivolo di rifornimento in volo, che ha fatto decine di sortite, al Predator ed ai Tornado, pienamente operativi. Questo dispositivo è idoneo a contribuire alle operazioni alleate: la sorveglianza e la ricognizione svolgono un ruolo strategico per scoprire ed identificare forze ostili».
L’Italia invia i militari in Iraq
Nei prossimi giorni partiranno i primi militari italiani in Iraq con compiti di addestramento. I soldati saranno inviati nell’area dove la coalizione internazionale, a guida Usa, sta sostenendo con...
