La loro storia sta tenendo incollata tutta l’India alla televisione. Le hanno trovate impiccate a un albero di mango nel maggio scorso. Due cugine, di 14 e 16 anni. L’ennesima tragedia, in un Paese come l’India già afflitto da migliaia di problemi. Ma questa volta troppe cose non tornano. E così emerge forse un quadro più agghiacciante. La storia aveva suscitato l’emozione di tutta la nazione. Si era subito pensato a un caso di stupro di gruppo, ipotesi però successivamente smentita dalla polizia. Gli investigatori federali, del Central Bureau of Investigation, CBI, hanno dichiarato di non sapere il motivo reale che ha indotto le due adolescenti a suicidarsi, ma avanzano un’ipotesi: la più grande, probabilmente, era oggetto di pressioni familiari perché troncasse una relazione con un uomo di una casta inferiore. Il ragazzo era stato l’indiziato numero uno per quello che era stato considerato un duplice omicidio. «Il rapporto tra i due non aveva avuto la benedizione delle famiglie. Essere una ragazza così giovane e ribelle, in una zona così remota dell’India, deve essere stato difficile per lei». Lo ha detto un alto ufficiale del CBI, che preferisce rimanere anonimo. Gli esperti forensi hanno dichiarato che l’albero di mango è stato scelto dalle ragazzine perché il più facile da scalare. Il fratello di una delle vittime ha dichiarato che il «racconto è completamente sbagliato» e che le famiglie continueranno a chiedere giustizia. «Dicono che la ragazza più grande avesse avuto una storia con l’uomo accusato di omicidio, allora mi spiegassero perché anche mia sorella si è uccisa - dice Virender Siakia, il fratello della più piccola, alla CNN - Ancora, come è stato possibile per loro scalare un albero di 3 metri e mezzo, senza una sedia o una scala ad aiutarle? È tutto sbagliato, noi pensiamo che il CBI sia sotto pressioni governative per non far uscir fuori la verità». A maggio, la polizia aveva spiegato che entrambe le giovani provenivano da famiglie della più bassa scala sociale indiana. Un sistema molto rigido, che non permette alcun tipo di passaggio o connessione con altre caste. Le ragazzine sono scompare, apparentemente, dopo essere uscite la notte per andare in bagno, tenendo presente che le loro abitazioni non hanno servizi in casa. Durante la prima fase delle indagini, il report dell’autopsia aveva dichiarato che le due adolescenti erano state prima stuprate e poi strangolate. Le famiglie delle ragazze avevano fatto denuncia contro un gruppo di uomini, accusandoli di omicidio e stupro di gruppo. Ma un’analisi forense, condotta da agenti federali, ha successivamente fatto cadere l’accusa per i cinque adulti, dichiarando che le due ragazzine non erano state stuprate affatto. Questo è il caso più agghiacciante dopo quello del dicembre 2012 a New Delhi, quando una giovane donna era stata stuprata e seviziata su un autobus. L’episodio orribile aveva galvanizzato attivisti e donne, costringendo il governo a prendere impegni perché alle donne fosse assicurata una maggiore protezione. Con scarso successo. Mayawati Kumari, una politica di alto profilo dello Uttar Pradesh, lo Stato indiano dove vivevano le due ragazzine, ha dichiarato ieri che l’indagine è stata condotta troppo in fretta e male. La India Democratic Women's Association considera non chiusa l’indagine, assicurando di non condividere affatto la teoria del duplice suicidio. Kanchan Prasad, il portavoce della CBI, ha dichiarato che le conclusioni dell’indagine sono state prese dopo aver preso in esame i risultati di quaranta esami scientifici. Gli investigatori non hanno trovato alcuna traccia di DNA maschile sui vestiti delle ragazze o sui corpi. Con queste premesse è difficile sostenere l’accusa di stupro. Le indagini saranno chiuse ufficialmente la prossima settimana dalla corte di Badaun dopo la presentazione ufficiale dei risultati. Tutti e cinque gli indagati sono stati rilasciati su cauzione, la Corte deciderà se procedere con altre accuse contro di loro. Ai cinque uomini è stato fatto il test della macchina della verità, che ha confermato la loro tesi. Ma i parenti degli accusati, anche loro sottoposti allo stesso test, hanno dato un risultato opposto: menzogna. Sembra quindi che tra indagati e parenti ci siano diverse versioni della stessa storia. Per cassare ogni speculazione un alto ufficiale del CBI ha confermato che «è clinicamente provato che si è trattato di un suicidio». Riguardo alla discrepanza tra la prima indagine e la seconda, l’ufficiale ha spiegato che la prima è stata condotta da personale inadeguato, accusato di molteplici insufficienze, che ha portato a dei risultati totalmente sbagliati.
"Si sono suicidate". In India scoppia il caso delle due ragazze impiccate
I federali sostengono che le due cugine, 14 e 16 anni si siano uccise per vergogna. Ma i famigliari contestano la versione ufficiale: "Sono state struprate e uccise"
