Esteri

Ecco il giornale di Al Qaeda

Dopo l’Isis arriva la propaganda degli eredi di Osama bin Laden

«È tempo per noi di combattere il fuoco con il fuoco, e imporre il nostro blocco ed embargo sugli ebrei e i crociati, colpendoli dove fa male, nel cuore e nella linfa vitale della loro economia, rappresentata dal commercio internazionale e della finanza». Al Qaeda è tornata e minaccia l’Occidente. La follia jihadista corre sul web, ancora una volta attraverso le pagine di un magazine: «Resurgence», rinascita. Il primo numero della rivista è stato pubblicato online dal gruppo che faceva capo ad Osama bin Laden, e che ora riprende un ruolo sulla scena internazionale accanto all’Isis. In centodiciassette pagine patinate, ma con immagini meno cruente di quelle usate da Dabiq (la rivista dell’Isis), si rivolgono all’Occidente annunciando attacchi contro tutti i trasporti e le reti di petrolio per indebolire l’economia occidentale e la capacità militare che sta combattendo contro la causa islamista. La rivista, scritta in inglese e disponibile come sempre in pdf, si rivolge all'America che «ha intrapreso una guerra incessante contro l’Islam e i musulmani - si legge nelle pagine del terrore - L’America considera il suo principale dovere schiacciare ogni movimento islamico che lotta per l’ascesa dell’Islam». E ancora: «L'America è il capo di Israele e la vera causa dell’esistenza di questa entità sionista oppressiva e corrotta. L’America è ugualmente responsabile di ogni singolo atto di oppressione effettuate contro i nostri fratelli a Gaza e il resto della Palestina». Al Qaeda, dunque, è ancora viva e torna in campo per dare una risposta a chi la dava per morta. Nessuna rottura con Isis, almeno apparente, solo due entità diverse che però hanno gli stessi obiettivi: la guerra contro l’infedele Occidente e la rinascita di uno Stato islamico. Ora, dunque, non bisogna temere solo Abu Bakr al-Baghdadi e i suoi mujhaeddin. Ora c’è anche Al Qaeda, che continua ad esistere. La rivista ha carattere mondiale, ma si concentra molto sulle nuove filiali di Al Qaeda in Pakistan, India e Bangladesh. Nelle numerose pagine che compongono il magazine, compaiono grafici e lucidi che illustrano dati e strategie. A colpire è l’immagine della Siria, rappresentata da una macchia di sangue con accanto le cifre di Al Qaeda sul massacro che il governo di Assad compie sui civili musulmani. Secondo i dati forniti dai jihadisti, infatti, il regime avrebbe usato più di 3.500 bombe per colpire la popolazione siriana e 31 bombe chimiche e gas che hanno ucciso almeno 1.078 civili, ferendone 9.700 secondo le stime più prudenti. A causa del governo siriano, poi, 6,5 milioni di siriani sono stati costretti ad abbandonare le loro case: 3,5 milioni si sono rifugiati all’estero, mentre 215 mila persone sono state arrestate dal regime, tra cui 9mila bambini e 5mila donne. E per non farsi mancare nulla, la rivista propone anche un software per inviare richieste di arruolamento per «l'esercito di mujaheddin».

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