Putin fa l'alba. Due ore con Silvio Berlusconi. Un faccia a faccia nella notte di Milano. Poi il vertice europeo. "Io sono veramente ottimista", afferma Matteo Renzi. È terminato da pochi minuti l'incontro alla Prefettura di Milano tra i leader Ue, Vladimir Putin e Petro Poroshenko. È un manicomio, Milano è in subbuglio. "Non capiscono che qui ci sono le scuole" dice una mamma. E non è la sola a lamentarsi. Il traffico sul viale Majno è bloccato, chi viaggia in bici o a piedi è costretto a cambiare strada, compresi i bambini con le cartelle. Un cordone di agenti separa corso Monforte, dove possono entrare solo i giornalisti accreditati all'Asem, dal resto della città. L'attenzione del mondo sale. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Petro Poroshenko si vedono faccia a faccia. Con loro anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel, David Cameron, Van Rumpuy e il presidente francese Francois Hollande. Il premier italiano saluta i leader Ue prima di incontrare la stampa. "Spero di aver fatto passi avanti" nella discussione in corso tra Ucraina e Russia. Restano "differenze", ma "voglio sottolineare le cose positive" emerse oggi verso la soluzione della crisi in Ucraina. "Possiamo essere positivi", aggiunge il presidente del Consiglio. "Non possiamo accettare un'Ucraina instabile, dobbiamo ridare speranza al Paese" e vogliamo coinvolgere di nuovo la Russia nel dialogo internazionale per risolvere questa crisi. Il ruolo della Russia è molto importante su molti fronti". Putin dice molto chiaramente che non vuole una guerra fredda e che non vuole l'Ucraina divisa. "Se è così - afferma Cameron - adesso deve compiere azioni per mettere in atto tutto quanto previsto dall'accordo di Minsk". "Mosca", ha proseguito Cameron arrivando al vertice Asem, "deve far uscire le truppe russe e le armi pesanti dall'Ucraina, rispettare gli accordi e riconoscere un'unica tornata di elezioni in Ucraina". "Se non succede", ha avvertito il titolare di Downing Street, "l'Ue, incluso il Regno Unito, deve mantenere le sanzioni e le pressioni". "Ci sarà bisogno di tempo", la risoluzione della crisi in Ucraina non avverrà subito "ma abbiamo sottolineato l'urgenza che ci sia una conclusione e speriamo che nelle prossime settimane finalmente andremo nella direzione cruciale della pace, del dialogo e della cooperazione". Putin e Poroshenko discutono in maniera chiara e franca. "Abbiamo accolto la proposta del presidente Hollande di controllare i confini tra Russia e Ucraina così come previsto dagli accordi di Minsk anche "con i nuovi strumenti della tecnologia". Il processo per risolvere la crisi tra Russia e Ucraina non sarà veloce e immediato, ma i leader hanno definito la direzione in cui si deve andare che è quella della pace. Anche se il portavoce di Vladimir Putin non sembra ottimista: "I colloqui proseguono ma sono difficili, con un sacco di divergenze e incomprensioni, e con una parte dei partecipanti che hanno manifestato il pieno mancato desiderio di capire lo stato reale delle cose nel sud-est dell'Ucraina". Insomma la strada è in salita. Il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, lasciando Milano, parla del faccia a faccia Putin-Poroshenko. Anche lui ha avuto degli incontri "informali" con le parti e la sua impressione è positiva: "MI sembra ci sia un più alto grado di comprensione tra le due parti circa la necessità di uscire al più presto da una situazione le cui ripercussioni e i cui danni devastanti non investono solo i due Paesi coinvolti ma anche tutta l'Europa".
Incontro Putin-Poroshenko. Renzi: "Sono ottimista"
Per il leader russo due ore fino a tarda notte con Berlusconi poi, stamattina, il faccia a faccia con il presidente ucraino. Il portavoce: «Molte divergenze, i colloqui proseguono»
