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Pistorius, esclusa la premeditazione

Nel processo, l'accusa ha sostenuto la tesi che l'atleta abbia sparato intenzionalmente a Steenkamp nella notte fra il 13 e 14 febbraio 2013, al termine di un acceso litigio

Pistorius non sarà condannato per omicidio volontario e questo significa che non rischia l'ergastolo, al massimo una condanna a 15 anni. Il giudice Thokozile Masip, la 66enne di Soweto che sta leggendo la voluminosa sentenza nel tribunale di Pretoria, ha affermato che l'accusa non è stata in grado di provare "oltre ogni ragionevole dubbio" che l'atleta paralimpico abbia "premeditato" l'uccisione della fidanzata Reeva Steenkamp, nel febbraio 2012. "Non ci sono prove sufficienti per supportare una conclusione simile", ha spiegato il magistrato aggiungendo che quello di "omicidio colposo e' un giudizio pertinente". Fin dall'inizio, ha lasciato intendere che propendeva per la versione della difesa che Pistorius non voleva uccidere Reeva, tra l'altro escludendo come inaffidabile la testimonianza di una coppia di vicini che sosteneva di aver sentito un litigio e le urla della fidanzata. Tuttavia la Masip ha spiegato che l'atleta sparò in modo deliberato e non per un incidente, come sostenuto da Pistorius nei 41 giorni di processo sui fatti avvenuti la notte del 14 febbraio del 2013, a Pretoria. Questa conclusione del giudice lascia aperta la possibilità di una condanna per omicidio colposo, che però non si conoscerà fino alla conclusione della lettura della relazione. Pistorius eviterà così la condanna più pesante che poteva andare dai 25 anni all'ergastolo, però è ancora a rischio: sul suo capo, a questo punto, pende l'ipotesi omicidio colposo (che in Sudafrica comporta fino a 15 anni di carcere). Ma potrebbe anche essere assolto, il che gli permetterebbe di uscire definitivamente dall'aula di tribunale e potenzialmente riprendere la sua carriera negli stadi Secondo il magistrato, il giovane non poteva prevedere che avrebbe ucciso la persona che di trovava dietro la porta del bagno quando aprì il fuoco: "Come avrebbe potuto l'accusato prevedere ragionevolmente che il colpo sparato avrebbe ucciso la vittima? Chiaramente non poteva prevedere che avrebbe ucciso la persona dietro la porta". "L'accusato non può dunque essere dichiarato colpevole di assassinio", ha sottolineato il giudice, puntualizzando che il fatto che Pistorius abbia sparato intenzionalmente non significa che volesse uccidere. Emozionato, il volto teso, Pistorius, non ha trattenuto le lacrime mentre ascoltava la giudice ripercorrere in maniera metodica le sequenze dell'accaduto. In realtà il magistrato ha affermato che la testimonianza in aula dell'atleta è stata "contraddittoria" ed "evasiva", ma questa sua vaghezza non significa che l'atleta sia necessariamente colpevole.

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