Nigeriana che vive nelle Marche fa scattare l’allarme Ebola. E.L., 42 anni, è stata ricoverata nella divisione Malattie infettive dell’ospedale Riuniti di Ancona dopo che ieri mattina si è presentata al pronto soccorso con forti dolori muscolari, vomito, diarrea e febbre a 38°. Sintomi compatibili con il virus che ha ucciso 2.296 persone e ne ha contagiate altre 4.293 in Guinea, Liberia, Sierra Leone, Senegal e Nigeria. Dalla Nigeria è tornata sei giorni fa la donna, residente a Civitanova Marche. Sulla paziente , fanno sapere i medici, «sono stati immeeseguiti i prelievi per la diagnosi specifica di infezione da virus Ebola (poi inoltrati allo Spallanzani di Roma). Il criterio epidemiologico è risultato compatibile con la sospetta malattia, per un recente viaggio in Nigeria, dove la paziente ha soggiornatoa Lagos e Benin City, rientrando in Italia da meno di 21 giorni (tempo massimo di incubazione). All'anamnesi non sono emerse evidenze di contatti a rischio con persone malate. Secondo una prima valutazione, il caso può essere ritenuto a rischio basso. In serataè stato poi accertato che l’immigrata è risultata affetta da malaria. «La presenza di malaria - spiegano i medici - riduce enormemente le probabilità di ebola e che le infezioni siano concomitanti. La possibilità che siano compresenti è teorica, ma per escludere con certezza la presenza del virus ebola bisogna attendere l'esito delle analisi da Roma che arriveranno nelle prossime ore. Il protocollo usato si è dimostrato efficace e siamo molto soddisfatti». «I sistemi di controllo italiani sono comunque ottimi, l’eventuale diagnosi è certa e questa potenziale malata non trasmetterà a nessuno il virus», ha ribattuto Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell’Istituto superiore di sanità. Per isolare gestire un eventuale caso di Ebola il sistema sanitario nazionale italiano è attrezzato e prevede precise misure, ricordate alle Regioni e agli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera in una circolare inviata ad agosto e firmata dal direttore dell'Ufficio malattie infettive, profilassi internazionale e bioterrorismo, Maria Grazia Pompa. Per quanto la probabilità di casi importati nel nostro Paese, il ministero garantisce che «la capacità di risposta del sistema sanitario nazionale, nell'ipotesi del verificarsi di casi di Ebola è adeguata ad individuarli e ad isolarli». Intanto la Commissione europea ha stanziato altri 3 milioni di euro per far fronte all'epidemia nell'Africa Occidentale, portando gli aiuti Ue ai paesi colpiti a 147 milioni.
Allarme Ebola. Ma è solo malaria
Nigeriana che vive nelle Marche fa scattare l’allarme Ebola. E.L., 42 anni, è stata ricoverata nella divisione Malattie infettive dell’ospedale Riuniti di Ancona dopo che ieri mattina si è...