Esteri

Il piccolo Ashya, malato di tumore, è a Praga per le cure

I genitori, lo avevano portato via dall'ospedale di Southampton senza il consenso dei medici per evitare la chemioterapia che, a loro giudizio, l'avrebbe reso un "vegetale"

La storia che sta commuovendo l’Europa continua e sembra andare verso un lieto fine. Ashya King, il bambino con il medulloblastoma, rapito dai genitori da un ospedale inglese e portato in Spagna perché fossecurato lì, adesso è finalmente atterrato a Praga, dove si sottoporrà al trattamento “proton beam”. Il bambino, di cinque anni, aveva lasciato Malaga, Spagna, in ambulanza per andare a prendere il jet privato che lo ha portato nella Repubblica Ceca. Brett e Naghemeh King, i genitori di Ashya, lo avevano portato via dal Southampton General Hospital il 28 agosto scorso, dopo una discussione riguardo i metodi di cura che i medici utilizzavano sul bambino. Il padre si incontrerà presto con i dottori al Proton Therapy Centre, a Praga, per discutere le opzioni riguardo il trattamento. Il Centro ha assicurato che la documentazione di Ashya era stata già visionata prima del volo, così da poter capire se al bambino fosse preclusa la possibilità di prendere l’aereo.   Sempre dal Centro fanno sapere che un panel di esperti medici si è incontrato in precedenza per discutere nel dettaglio il trasporto ed eventuali trattamenti aggiunti che potevano essere utili ad Ashya. Vladimir Vondracek, dal centro, fa sapere che: «Colpiremo tutto il cervello e anche la spina dorsale». «Nella seconda fase – ha continuato – andremo a intervenire sulla parte restante del tumore che sarà precedentemente rimosso con un intervento chirurgico». Il trattamento che il bambino sta per ricevere a Praga è un tipo di radioterapia che usa fasci di protoni, o piccole parti di atomi, piuttosto che utilizzare raggi X ad alta energia, come nel metodo convenzionale. I protoni possono essere veicolati direttamente sul tumore con più precisione di un raggio X e, al contrario della radioterapia convenzionale, il fascio si ferma quando colpisce il suo obiettivo, evitando così di devastare tutto il corpo.

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