A prescindere dall'annuncio di un cessate il fuoco, con il giallo se sia permanente o meno, tra Kiev e Mosca, quello che si apre domani a Newport in Galles è il vertice Nato più importante degli ultimi anni. Putin, reagendo a modo suo all'avvicinamento dell'Ucraina all'Occidente, ha riportato alle origini l'Alleanza, richiamandola a fare i conti con la minaccia russa ai suoi attuali confini orientali, ora che dal 2004 l'alleanza ha accolto Lituania, Estonia e Lettonia (ex repubbliche dell'Urss) e Polonia, ex membro del Patto di Varsavia. Il tutto innescato da una crisi in Ucraina iniziata come un confronto tra le due anime del Paese, la occidentale (sostenuta dalle promesse, Usa in primis, di ingresso nell'Ue e poi nella Nato) e quella filo-russa (che conta stavolta sul sostegno concreto e militare di Mosca, che non può tollerare l'idea di un grande Stato ostile ai suoi confini). Questa è la principale sfida del summit che vedrà allo stesso tavolo Barack Obama, sfidato apertamente dagli jihadisti sunniti dello Stato Islamico, che ieri hanno decapitato un secondo giornalista americano, chiamandolo direttamente in causa, e il presidente ucraino Petro Poroshenko. Garmde assente Putin, non invitato. Al tavolo i capi di Stato e di governo dei Ventotto Paesi membri (la delegazione italiana sarà guidata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, i ministri degli Esteri e nuova Lady Pesc designata Federica Mogherini, e della Difesa, Roberta Pinotti) più un'altra quarantina di ospiti. Primo passo compiuto da Obama è l'annuncio dello schieramento di altre aerei da guerra americani per pattugliare i cieli dei Paesi baltici al confine con la Russia. Parlando da Tallinn, alla vigilia del vertice in Galles, Obama ha suggerito come ideale collocazione delle unità aggiuntive la base estone di Amaria. "L'Estonia non sarà mai sola", ha promesso. Il messaggio a Mosca eèchiaro: la Nato non accetterà nei Paesi membri quelle intimidazioni ed infiltrazioni viste in Ucraina. I mezzi di cui dispone l'Occidente per "contenere" la Russia sono due: la prima, in mano all'Ue, sono le nuove sanzioni economiche che, ha anticipato Mogherini, saranno adottate venerdì a Bruxelles e che stanno colpendo duramente l'economia di Mosca, con ripercussioni dolorosissime sull'economia europea, il cui interscambio era di 400 miliardi di dollari l'anno con la Russia. La seconda, in mano alla Nato, è la "blindatura dei confini orientali dell'Alleanza" con la costituzione al summit di Newport di "una forza di reazione rapida" multinazionale con 4mila tra soldati e commandos in grado entro 48 ore di schierarsi a difesa di qualsiasi Paese membro. E' la "punta di lancia" preannunciata dal segretario generale uscente, Anders Fogh Rasmussen, in cui il grosso potrà essere schierato a rotazione a est, per non violare il trattato del 1997 con Mosca che vieta nei Paesi di confine, installazioni Nato permanenti. Operazione di potenziamento di fatto della Nato ad est che ha già irritato Mosca che la considera una minaccia diretta inducendola ad annunciare che entro fine anno rivedrà la sua dottrina militare. Anche se l'arma più grande in mano a Putin restano le forniture di gas all'Europa che passano dall'Ucraina. Alla "punta di lancio Nato" si aggiungerà una forza di spedizione di 10mila uomini a guida britannica, con il sostegno di sei Paesi (Danimarca, Lettonia, Estonia, Lituania, Norvegia e Olanda) che formalmente potrà operare sia in ambito Nato, ma anche all'interno di altre organizzazioni internazionali. Sempre al vertice Nato Obama dovrebbe annunciare la nascita di una coalizione internazionale che combatta lo Stato Islamico sia in Siria che in Iraq per estirpare quello che lui stesso ha definito "il cancro" degli jiahadisti sunniti. Il presidente Usa dall'Estonia ha spiegato che “abbiamo bisogno di mettere a punto una coalizione internazionale” contro lo Stato islamico “in modo che si possano raggiungere ad esempio alcune tribù sunnite nelle zone che sono state occupate dall'Is”. Lo Stato Islamico, che ieri ha rilanciato la sfida diretta a Obama decapitando Sotloff nelle loro mani. L'Is ha minacciato che la prossima vittima sarà un cittadini britannica, mettendo in crisi il miglior alleato dell'America la Gran Bretagna, e avvertendo "tutti i governi a porre fine alla loro maligna alleanza con gli Usa". Per chiudere resterà spazio al summit per organizzare il ritorno delle truppe dall'Afghanistan dopo 13 anni, cercando da Kabul le garanzie necessarie (immunità funzionale) per lasciare un mini contingente per evitare che i talebani riconquistino il controllo del Paese, che attende ancora di sapere chi ha vinto le elezioni presidenziali del 5 aprile. Da ultimo anche la ridefinizione del budget per la Difesa dei membri europei della Nato. La nota dolente sono gli stanziamenti lontani dall'obiettivo del 2% del Pil. Soglia cui si avvicinano solo Gran Bretagna, Francia e Grecia Napolitano: la linea dell'Italia sarà condivisa dai partner Nato. Renzi: intervenire in maniera più incisiva in Siria e Iraq. "Grande apprezzamento" per lo spiraglio d'intesa è stato espresso dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Siamo certi che la posizione italiana favorevole ad una ferma linea di principio dinanzi ai comportamenti russi e nello stesso tempo decisamente tesa a percorrere la via del dialogo per superare la attuale tensione nei rapporti con la Russia sarà largamente condivisa dai nostri partner europei e da tutti i nostri alleati della Nato". Così Giorgio Napolitano dopo aver ricevuto al Quirinale il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. “Ho rivolto le più vive felicitazioni e i più cordiali auguri al Ministro Mogherini per l'alta responsabilità cui è stata chiamata da una decisione del Consiglio Europeo che ha costituito uno straordinario riconoscimento per l'Italia e anche per l'impegno e le qualità del nostro Ministro degli Esteri”. “Vedere sgozzare un giornalista è una cosa che ti manda fuori di testa. Noi siamo per la dignità dell'uomo contro chi sgozza i giornalisti e fucila i bambini. L'Europa di fronte a questo non può essere solo un insieme di vincoli. Spero che dal vertice Nato di domani e dopodomani emerga la necessità di intervenire in maniera più incisiva in Siria e in Iraq", ha detto Matteo Renzi.
Domani il vertice Nato. Si cerca l'uscita dalla crisi ucraina
60 leader mondiali si incontrano a Newport. Sul tavolo anche la lotta allo Stato islamico e il ritiro delle truppe dall'Afghanistan dopo 13 anni
