Esteri

Bambini reclutati per le esecuzioni

Da un rapporto Onu nuovi orrori dell’esercito dello Stato Islamico. In Veneto e in Lombardia indagati quattro sospetti terroristi

Nuovi orrori vengono alla luce sulle barbarie dello Stato Islamico: i jihadisti dell’Isis, attivi in Iraq e Siria, reclutano anche bambini. È quanto denuncia la commissione Onu indipendente sulla Siria in un rapporto diffuso a Ginevra. A Raqqa, in Siria «bambini di 10 anni vengono reclutati e addestrati nei campi dell'Isis», si legge nella relazione, che denuncia «atrocità di massa» in Siria sia da parte delle forze governative che dei gruppi armati non di Stato. «I membri dell'Isis hanno commesso crimini di guerra e contro l'umanità nei governatorati di Aleppo e Raqqa, e fra questi rientrano atti di tortura, omicidi, sparizioni forzate e spostamenti forzati», si legge nel documento. Ma non è il solo dato. Nelle aree della Siria settentrionale controllate dall’Is si assiste ogni venerdì a «esecuzioni, amputazioni, finte crocifissioni e fustigazioni nelle piazze». Sempre secondo l’Onu, l’Is obbliga gli abitanti delle zone sotto il proprio controllo, inclusi i bambini, a partecipare alle esecuzioni in pubblico che di solito avvengono «tramite decapitazione o con un colpo di arma da fuoco alla testa». Ma essistono anche ragionevoli motivi per ritenere» che il governo di Damasco ha usato gas cloro per attaccare i civili ad aprile e maggio in otto episodi separati nell'Ovest della Siria. È la prima volta che l'Onu attribuisce specificamente delle responsabilità nell'uso di agenti chimici. Intanto - come anticipato dall’inchiesta de Il Tempo («Sono tra noi») - è esploso l’allarme jihad in Italia: è in corso un monitoraggio del Ros su una ventina di potenziali jihadisti di origine straniera, residenti nel Nord-Est. Si tratta di militanti che potrebbero assumere il ruolo di reclutatori di aspiranti jihadisti da indottrinare ed eventualmente inviare nelle zone di conflitto, a cominciare dalla Siria e dall'Iraq. Anche la Procura di Milano, come quella di Venezia, indaga sulla presunta rete di terroristi che avrebbe reclutato combattenti. I pm Romanelli e Pradella indagano su 4 presunti estremisti islamici tra i quali spicca il nome di Haisam Sakhanh, siriano meglio noto come Abu Omar, che ha vissuto a lungo tra Milano e Cologno Monzese. Nel 2012, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto perdere le sue tracce per finire in Siria. In un video pubblicato dal sito del New York Times, risalente al settembre 2013, si vedono sette ribelli, uno dei quali sarebbe proprio Abu Omar, che sparano alla schiena di altrettanti soldati nudi inginocchiati con la testa al suolo.

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