Due blocchi parlamentari sunniti, legati al presidente del Parlamento Salim al-Jabouri e al vice premier Saleh Al-Mutlak, hanno sospeso i colloqui chiedendo che il governo del primo ministro uscente Nouri al-Maliki e la principale fazione sciita consegnino i responsabili dell'attacco alla giustizia entro 48 ore e risarciscano le famiglie delle vittime. La decisione complica il compito del primo ministro incaricato Haider al-Abadi, sciita, che sta cercando di formare un nuovo governo che possa far fronte all'avanzata dei militanti sunniti dello Stato islamico nel nord e nell'ovest del Paese. Non è chiaro se dietro l'attentato ci siano militanti sciiti o lo Stato islamico, che in passato aveva preso di mira altri sunniti.
Stop ai colloqui nel governo dopo l’attacco alla moschea
Strage di sunniti. Non è chiaro se dietro l'attentato ci siano militanti sciiti o lo Stato islamico