La crisi in Iraq resta al centro del dibattito politico interno. Al vertice di Ferragosto i ministri degli Esteri dell'Ue hanno deciso l'invio di armi ai curdi che rischiano lo sterminio. Anche l'Italia deve dire la sua. Il governo Renzi vuole il passaggio in Parlamento per incassare il suo via libera politico. La situazione è preoccupante. Matteo Renzi che sta trascorrendo qualche giorno di vacanza in Versilia con la famiglia lavora ai dossier più caldi, a cominciare proprio da quello sull'emergenza irachena. Per dopodomani mattina è stata convocata una riunione straordinaria delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, alla presenza dei ministri degli Esteri, Federica Mogherini e della Difesa Roberta Pinotti, anche se le Camere sono chiuse per ferie. Dopo l'informativa dell'esecutivo potrebbe avere tempi strettissimi il ponte aereo tra Roma ed Erbil per la fornitura di armi ai peshmerga curdi in Iraq. Il progetto potrebbe essere concretizzato entro la settimana. La parola d'ordine è fare presto, perchè sul campo la situazione è quantomai fluida ed ogni indugio può rivelarsi dannoso per le sorti del conflitto tra peshmerga e milizie jihadiste. Non si esclude che il primo aereo C-130J carico di armamenti per i combattenti curdi possa arrivare a destinazione anche in 2 o 3 giorni.Le pianificazioni dell'intervento vengono messe a punto in queste ore presso gli stati maggiori. Saranno gli esponenti del governo a delineare nel dettaglio la fisionomia dell'iniziativa italiana, su cui, anche per la delicatezza dell'argomento, il governo vuole informare preventivamente il Parlamento.
Iraq, l'Italia stringe i tempi sulle armi ai curdi
Il ponte aereo potrebbe partire dopo l'informativa del governo al Parlamento fissata per mercoledì LEGGI ANCHE Riconquistata la diga Anche gli iraniani contro l'Isis
