I miliziani dello Stato islamico nelle ultime due settimane hanno ucciso in Siria oltre 700 membri della tribù Shueitat, che si erano ribellati all'inizio di agosto contro la sua autorità nella provincia orientale di Deir el-Zour. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che la maggior parte delle vittime sono civili. Mentre in Iraq, nonostante i raid americani e le pressioni internazionali, con la decisione dei ministri degli Esteri dell'Unione europea di armare i curdi iracheni, l'Is prosegue la sua avanzata. Gli aerei americani proseguono nelle operazioni. Sono stati ondotti “con successo” nuovi raid contro o vicino a Erbil e la diga di Mosul. Lo ha confermato il Pentagono, spiegando che si è trattato di “nove raid” effettuati con caccia e droni. Nei raid sono stati “distrutti o danneggiati quattro mezzi di trasporto truppe corazzati, sette veicoli armati, due Humvee e un veicolo corazzato”. Fonti curde citate dalla Bbc, affermano intanto che le loro forze “stanno avanzando” sul terreno nel quadro dell'offensiva congiunta con gli americani per riprendere il controllo della strategica di diga di Mosul sul fiume Tigri.
Il massacro dello Stato Islamico in Siria: uccise 700 persone
Colpiti i membri della tribù Shueitat. In Iraq nuovi raid Usa vicino a Erbil e la diga di Mosul. Sì dell'Ue all'invio di armi ai curdi