Esteri

L’Ebola uccide il missionario spagnolo

Ebola ha ucciso il missionario spagnolo e ha contagiato una turista in Turchia

Ebola ha ucciso il missionario spagnolo e ha contagiato una turista in Turchia. Mille e tredici i morti conteggiati dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che ieri ha dato il via libera alla sperimentazione di vaccini. E salta fuori che negli Stati Uniti è stato brevettato nel 2009 un virus mutante di Ebola con relative sperimentazioni sui vaccini. Ma viene tenuto segreto. Miguel Pajares, il missionario spagnolo che aveva contratto Ebola in Liberia, è morto ieri alle 9.30 all’ospedale «Carlo III» di Madrid dove era ricoverato. Il sacerdote settantacinquenne è deceduto nonostante avesse ricevuto il siero ZMapp che finora si è rivelato efficace sul medico e sull’infermiera trattati nel Cdc di Atlanta, il centro statunitense di controllo e prevenzione delle malattie infettive. Il 9 agosto l’epidemia ha ucciso suor Chantal Pascaline, che lavorava con lui; due giorni fa è toccato ad un altro collaboratore: George Combey. Dopo il primo rifiuto, gli Usa hanno accolto la richiesta ad inviare in Africa ZMapp, il siero sperimentale della Mapp Biopharmaceutical per curare due medici liberiani contagiati. Sembra però che le scorte siano finite. Così l’Oms, per contrastare il virus che causa una febbre emorragica (mortale nel 60-70% dei casi), ha dato il via libera ad utilizzare farmaci sperimentali, a patto che i pazienti siano informati e diano il consenso. Iniziata la scorso marzo nelle foreste al confine tra Guinea e Sierra Leone, l’epidemia ha coinvolto la Liberia e sta espandendosi velocemente in Nigeria. A lavorare per i vaccini, oltre alla Mapp Biopharmaceutical che ha iniziato lo scorso marzo, ci sono (e da oltre due anni) la canadese Tekmira e la britannica GlaxoSmithKline attraverso la controllata svizzera Okairos. Ma non non tutti sanno che il Cdc di Atlanda, dove sono in cura i due americani infettati, è anche titolare della proprietà intellettuale di un nuovo tipo di Ebola.Il centro dal 26 ottobre 2009, con il brevetto numero CA2741523A1, rivendica l’invenzione di un virus mutante. Invenzione presentata il 24 ottobre 2008 da Johnathan S. Towner (virologo in forze proprio al Cdc), insieme a Stuart Nichol, James Comer, Thomas Ksiazek e Pierre Rollin e che parte dall’analisi di virus Ebola «Bundibugyo», dal nome dell’omonimo distretto dell’Uganda dove nel 2007 vennero isolati i primi germi. All’epoca l’epidemia nell’Africa orientale uccise 37 persone e ne contagiò 149. Scorrendo le 32 pagine del brevetto si può scoprire come, partendo dall’Ebola Bundibugyo (definito dai ricercatori EboBun), si sia arrivati a un «hEbola», che è «un Ebola attenuato per infettività, capacità di replica, di sintesi proteica e assemblaggio». L’obiettivo è creare farmaci efficaci a combatterlo. Sulla ricerca pubblicata a luglio da Humar Khan, il direttore del laboratorio di Kenema ucciso dal virus il 29 luglio scorso, è riportato che «il virus che ha contagiato la Sierra Leone potrebbe essere il risultato di un Bundibugyo o una variante genetica di Ebola». Elemento che il medico ha forse voluto sottolineare perché nell’Africa occidentale sono diffusi i tipi di Ebola «Costa d’Avorio» e «Reston», a bassissima mortalità. I germi più virulenti si trovano in Uganda, Zaire e Sudan. Chi ha portato l’EboBun killer a Kenema? Il Ministero della Salute ha chiuso il laboratorio, dove operavano pure medici del Cdc e del Dipartimento della Difesa Usa, il 23 luglio ordinando di fermare i test in corso. Quali? Non è dato sapere.

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