Esteri

Cameron: la Nato deve rispondere a Putin

La Russia accusa l’Unione Europea di aver revocato l’embargo imposto contro l'Ucraina sulle forniture militari. Il premier britannico David Cameron ha chiesto alla Nato di rafforzare la presenza in...

La Russia accusa l’Unione Europea di aver revocato l’embargo imposto contro l'Ucraina sulle forniture militari. Il premier britannico David Cameron ha chiesto alla Nato di rafforzare la presenza in Europa orientale perché «Putin non la passi liscia». Tutto mentre in Ucraina è scontro tra l’esercito di Kiev e i separatisti a Donetsk e Lugansk. E la guerra civile rallenta le indagini sull’abbattimento del volo MH 17 della Malaysia Airlines: colpito dalla contraerea ucraina, secondo i russi; fatto esplodere con un missile lanciato dai separatisti e fornito da Mosca secondo gli Stati Uniti. «Durante una recente riunione a Bruxelles del Consiglio d'Europa», accusa il ministero degli Esteri russo, «l’Ue ha concordato di rimuovere le restrizioni sulle esportazioni verso Kiev di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna. Sono state anche consentite esportazioni di tecnologia ed equipaggiamenti militari». Mosca lancia un messaggio chiaro ai Ventotto: «Non si lascino incalzare dagli Usa». Londra è invece pronta allo scontro. «La Nato deve ripensare i propri rapporti con la Russia e sfruttare l’occasione offerta dal vertice di Newport il 4 e il 5 settembre prossimi per concordare una linea d’azione più severa nei confronti di Mosca», sostiene il primo ministro britannico David Cameron, che ha inviato una lettera al segretario generale dell’Alleanza Anders Fogh Rasmussen. «Dobbiamo utilizzare il prossimo vertice per stabilire di comune accordo come la Nato debba rispondere alle minacce. Dobbiamo pertanto rivedere la nostra relazione di lungo periodo con la Russia». Nella battaglia in corso per la conquista di Donetsk intanto i ribelli filorussi hanno ammesso «esecuzionì per evitare il caos». «Di conseguenza, le nostre truppe sono altamente disciplinate», sottolinea Igor Druz, consigliere del comandante militare Igor Strelkov. A disertare ieri sventolando bandiera bianca, e a rifuggiarsi in Russia, sono stati dodici soldati dell’esercito di Kiev. Mentre una rivolta è scoppiata in Transcarpazia, al confine con Ungheria e Slovacchia, regione strategica dove passano i gasdotti che portano il metano russo dall’Ucraina verso i paesi dell’Europa centrale.

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