Esteri

Esiste un cessate il fuoco

Israele ha deciso di fermarsi per sei ore prima di riprendere la risposta agli attacchi. Per ora fonti israeliane parlano di 47 razzi arrivati nel paese durante la tregua

Esiste un cessate il fuoco. È una proposta egiziana. Come da tradizione. Ma Hamas la respinge. Sono già ricominciati i lanci di razzi da parte di Hamas contro Israele. Che invece lo aveva accettato secondo dei precisi orari. Israele ha deciso di fermarsi per sei ore prima di riprendere la risposta agli attacchi. Per ora fonti israeliane parlano di 47 razzi arrivati nel paese durante il cessate fuoco, che il gruppo terrorista di Hamas non ha mai accettato. Il fallimento del primo cessate il fuoco però non spegne le speranze di vedere questo conflitto presto spento. Guerra che, per ora, secondo fonti palestinesi, sarebbe costato la vita di 190 arabi di Gaza. I leader israeliani hanno subito accettato il cessate il fuco, ma avevano avvertito che sarebbe durato poco in caso da Gaza non si fosse fermato il lancio dei razzi. Il “Israeli Security Cabinet”, il consiglio di sicurezza, si è riunito presto martedì per decidere alla fine di interrompere gli attacchi aerei dalle 9. Per riprenderle eventualmente sei ore dopo, alle 3. Questo è quanto Israele ha deciso di fare, fermarsi. Di fronte a un nemico che per ora riguardo alla tregua sembra non dare troppo peso. Il piano egiziano richiama alla pace entrambe le parti. Inoltre, chiede che si aprano i confini una volta che la situazione si sarà stabilizzata, e che inizino degli incontri di alto livello perché si arrivi a una fine. Quando il piano è stato annunciato Hamas si è spaccata. L’ala militare ha deciso di continuare a combattere, mentre la parte politica ha preferito accettare. Ma hanno vinto gli estremisti. Fino a martedì il conto dei morti per gli attacchi aerei israeliani sarebbe di 194, con 1400 feriti, secondo l’autorità Palestinesi. Il numero sarebbe più alto di quello della guerra del 2012. Da parte loro gli americani preferiscono aspettare. Infatti, Kerry ha deciso di posticipare il viaggi in Medioriente per dare la possibilità agli egiziani di sbrogliare la matassa. Un ufficiale americano ha dichiarato che gli Stati Uniti vogliono dare all’Egitto la possibilità di riassestarsi come punto chiave per il Medioriente per giocare un ruolo determinate, come fece già nel 2012. «La decisione egiziana di avviare dei negoziati è una grande opportunità», ha dichiarato Kerry da Vienna. «Noi apprezziamo la decisione israeliana di fermarsi – ha concluso - , ed è urgente che lo facciano però davvero tutti». Kerry condanna fermamente il lancio di razzi da parte di Hamas alla faccia del cessate il fuoco, e ha dichiarato di essere pronto a volare in Medioriente mercoledì se necessario. Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ha delle debole relazioni con Hamas. Visti i suoi rapporti con i Fratelli Musulmani gli sarà difficile fare la parte del terzo uomo.

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