I missili in Terra Santa e la minaccia di un'invasione incombente. Dopo sei anni Tel Aviv è pronta a entrare con l'esercito nella Striscia di Gaza. Shimon Peres ha lanciato l'ultimatum ad Hamas: l'offensiva di terra potrebbe cominciare a breve se non cesseranno in poco tempo i lanci di razzi su Israele. Sono stati mobilitati 20mila riservisti. L'invasione, che rimane la soluzione estrema, potrebbe essere decisa nel giro di 2-3 giorni secondo le indiscrezioni messe in circolazione da fonti militari. La tensione è altissima. Proseguono intanto i raid aerei, che nella notte hanno causato altri 14 morti, tra cui tre donne e cinque bambini. Sono ormai più di 80 le vittime degli attacchi sferrati da Israele a Gaza negli ultimi tre giorni. Più di 550 sono i feriti. Il ministro della difesa israeliano, Moshè Yaalon, aveva specificato che l'offensiva non sarebbe stata breve, ma continuativa e in forma intensificata. E oggi ha ribadito il concetto: "Hamas continuerà a subire duri colpi nei prossimi giorni, con la forza e la portata necessaria, finché nelle comunità meridionali non ritornerà la calma. Continueremo ad attaccare sistematicamente e a colpire duramente loro e i loro beni. Continueremo finché non avranno capito che non vale la pena di inasprire le tensioni e che noi non tollereremo fuoco contro le nostre comunità e i nostri cittadini". Questa notte l'aviazione israeliana ha colpito più di 300 obiettivi nella Striscia, portando a 750 il numero totale dei bersagli di Hamas raggiunti dall'inizio dell'operazione “Protective Edge” (“Margine di protezione”) in risposta ai razzi di Hamas. Tra questi anche tre miliziani della Jihad Islamica, uccisi in un'operazione mirata compiuta alle prime ore del giorno. I tre, secondo Israele, erano coinvolti nella fabbricazione dei micidiali razzi Qassam. Il lato palestinese del valico di Erez, al confine tra Israele e la Striscia di Gaza, è stato distrutto nell'ennesimo raid questa mattina Il ministero dell'Interno di Gaza ha diramato un comunicato per i cittadini della Striscia contro la cosiddetta procedura "bussare sul tetto", in base alla quale Isarele avverte i residenti di evacuare le proprie abitazioni prima di effettuare un bombardamento. "I messaggi e le telefonate dell'esercito israeliano intendono provocare il panico e indebolire il fronte interno. Invitiamo i cittadini a non collaborare con questi messaggi, a non lasciare le proprie abitazioni e a mantenere un basso profilo". Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha escluso la possibilità di adottare ulteriori misure restrittive contro Gaza, come quelle di tagliare del tutto le forniture di acqua ed elettricità. L'esercito ha calcolato in circa 360 i razzi di varia gittata lanciati finora dal territorio palestinese contro Israele: 255 sono caduti nel Paese e circa 67 sono stati intercettati dalle batterie antimissile. Gli attacchi dei miliziani palestinesi da Gaza non hanno ancora provocato vittime in Israele, anche se decine di israeliani hanno dovuto ricorrere ai servizi di emergenza per attacchi di panico o stati di ansia. Stamattina le sirene sono tornate a risuonare a Tel Aviv e, secondo la radio dell'esercito, almeno due missili sono stati abbattuti in volo dalle batterie antimissile. L'emittente israeliana Channel 2 ha parlato di 5 razzi intercettati. Intanto Israele ha permesso a 240 palestinesi con cittadinanza straniera, tra cui statunitensi, svedesi, serbi, greci e romeni, di lasciare la Striscia di Gaza. L'Egitto ha aperto il valico di frontiera di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza, per far entrare palestinesi feriti, che verranno curati nelle cliniche nel nord della penisola del Sinai e al Cairo per i casi più gravi. Nell'ospedale di Al-Arish sono stati liberati interi reparti e i medici hanno offerto di fare degli straordinari per curare i palestinesi in fuga, ha riferito Wael Nasr Al-Din, l'ambasciatore egiziano nei territori palestinesi. Una delegazione del ministero della Salute egiziano si è recata al confine per accogliere i primi feriti. Le persone con le ferite più gravi saranno trasferite al Cairo. L'Egitto si sta muovendo per porre fine ai raid aerei israeliani. l'Organizzazione per la Conferenza islamica (Oci) terrà sabato prossimo a Gedda, in Arabia Saudita, una riunione del comitato esecutivo per discutere della situazione a Gaza. Intanto il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Chokri, sta discutendo con i suoi omologhi arabi su quale possa essere la via da intraprendere per porre fine all'offensiva militare israeliana. I timori di un’escalation regionale arrivano anche dall’Iraq, dove il Califfato jihadista ha a dispoizione missili Scud a lunga gittata ed elicotteri da combattimento sottratti all’esercito regolare iracheno. Lo Stato islamico ha comunque reso noto che per il momento i suoi miliziani non intendono in questa fase attaccare Israele. Nella notte c'è stata una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. L'incontro era stato richiesto da palestinesi e arabi e dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà di nuovo questo nel pomeriggio. Ban Ki-moon, ieri si è detto allarmato per la nuova ondata di violenza e ha chiesto la massima prudenza alle parti.
Razzi su Tel Aviv, altri raid sulla Striscia nella notte. Israele minaccia di invadere Gaza
Sale il numero delle vittime. L'Egitto apre i valichi per i feriti. Mobilitati 20mila riservisti dell'esercito israeliano. Peres: basta razzi o invadiamo. Missili iraniani per colpire Tel Aviv
