Esteri

Wimun 2014, si conclude il meeting targato Onu per i più giovani

Mille ragazzi tra i 16 e i 30 anni provenienti da più di 100 Paesi, hanno partecipato alla più grande simulazione internazionale giovanile di diplomazia internazionale (FOTO)

Si è conclusa ieri, con l'approvazione delle risoluzioni finali, la settimana del Wimun 2014 (WFUNA International Model United Nations), il meeting targato Onu che ha coinvolto a Roma mille ragazzi tra i 16 e i 30 anni provenienti da più di 100 Paesi, nella più grande simulazione internazionale giovanile di diplomazia internazionale. Otto ore di lavoro al giorno nel quartier generale della FAO: discussioni, confronti, riunioni, trattative quotidiane che hanno visto impegnati i "giovani diplomatici" come i Grandi della Terra. Fermi e determinati, i ragazzi, suddivisi nelle quattro commissioni ( tre per gli universitari e una per i liceali) hanno elaborato i testi delle risoluzioni che arriveranno direttamente a Palazzo di Vetro il 16 settembre e saranno materiale di background all’interno della documentazione per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Si parla di lotta al traffico illecito delle armi, agricoltura e sicurezza alimentare, l'importanza dei processi educativi per ottenere la parità di genere e combattere l’intolleranza religiosa. Proposte e "raccomandazioni" per chi siede nella stanza dei bottoni. Quella del Wimun 2014 è stata una simulazione vera e propria: ce lo confermano i protagonisti a margine dell'assemblea plenaria conclusiva moderata dalla giovanissima Hillary Saviello in veste di Segretario Generale. "É stata un'esperienza altamente formativa - spiegano le due mascotte del gruppo, Graziana Italia e Sonia Garibaldi, 14 e 15 anni, entrambe di Modica, studentesse al liceo scientifico. Abbiamo avuto la preziosa opportunità di conoscere come si sviluppa il lavoro in Commissione - aggiungono - un'occasione unica, per crescere e conoscere altre culture". Sono tante e diverse le storie di questi ragazzi, molti dei quali hanno dovuto sostenere personalmente spese di una certa rilevanza per raggiungere Roma, per ottenere il visto e partecipare al Wimun. É il caso di chi è arrivato dalla Nigeria, dall'India, dal Ghana, dall'Afghanistan, dal Pakistan, dalla Cina. Qualcuno di loro ha rinunciato ad una vacanza, altri hanno chiesto un grosso sacrificio alle famiglie, tanta era la voglia di confrontarsi con i loro coetanei sul terreno della diplomazia internazionale. Francesco Testa, 18 anni, sogna la carriera diplomatica. È giovanissimo, deve ancora affrontare l'ultimo anno di liceo, ma é determinato e certo di quella che sarà la sua strada. Mariata Diop di anni ne ha 24, ha il sorriso e i tratti somatici tipici della bellezza senegalese. Lei si definisce un vero mix culturale: abruzzese, di origini senegalesi. Vive a Roma e studia giurisprudenza, ma il suo sogno sono le relazioni internazionali. E poi c'è Francesca Berti, 27 anni, che ha rappresentato la Libia e ha indossato il velo, come vuole la tradizione. Sì, perché una delle regole di Wimun 2014 è che ogni ragazzo ha vestito il ruolo di delegato di un Paese diverso da quello di origine. Sangue italiano anche nelle vene di Andy Altig, 22enne di Seattle, eletto all'unanimità "Mr Beauty", il più bello del gruppo. Sua mamma è veneta. Ce ne sono ancora tante di storie: tutte straordinarie nella loro unicità. Una settimana però vola via velocemente: i ragazzi da domani porteranno con sé un bagaglio di esperienze più consistente e aggiungeranno un tassello alla loro formazione di giovani diplomatici in erba. "Partecipare al Wimun significa mettersi in gioco - ha spiegato Sara Cavelli, Direttore Generale della SIOI, la Societá Italiana per l'Organizzazione Internazionale che ha curato il meeting- significa imparare le regole dei grandi, far sentire la propria voce, confrontarsi con diverse culture, cercare di capire un diverso punto di vista e imparare a difendere il proprio, negoziare, dibattere ed entrare a far parte di una rete internazionale di giovani motivati e ambiziosi che faranno di tutto per rivedersi, magari dall’altra parte del mondo". E forse questi ragazzi, un giorno, si ritroveranno davvero attorno allo stesso tavolo, a decidere il futuro del mondo. E quella, non sarà una simulazione.

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