Esteri

Trovati morti i tre ragazzi israeliani rapiti vicino Hebron

Dalle 21 e 15 la veglia di preghiera questa sera nella Sinagoga di Roma. Marino: "E' una notizia drammatica"

Una triste storia che arriva dalla West Bank. Sono morti i 3 ragazzi israeliani rapiti lo scorso 12 giugno in Cisgiordania. Eyal Yifrah, 19 anni, Gilad Shaar, 16 e Naftali Fraenkel, 16 erano figli di coloni catturati mentre facevano l'autostop lungo una strada che collega Hebron a Betlemme. Il luogo del ritrovamento dista appena una decina di minuti in auto dal luogo della sparizione, e da ieri il suo circondario era diventato teatro di un'intensificazione delle ricerche da parte delle forze dello Stato ebraico. I 3 erano allievi di una scuola religiosa ebraica. Erano scomparsi dopo che avevano lasciato la loro yeshiva (scuola religiosa) per far ritorno a casa come facevano tutti i fine settimana. I telefoni cellulari dei ragazzi avevano smesso di inviare segnali nell'ultimo luogo dove erano stati visti, fra Kfar Etzion e l'insediamento di Alon Shvut. Il governo israeliano ha rinnovato le accuse ad Hamas per il loro sequestro e omicidio. "Sono colmo di profonda tristezza dopo aver sentito dell'assassinio di Naftali Frankel, Gilad Shaer e Eyal Yifrach da parte dei terroristi di Hamas", ha dichiarato il vice ministro della Difesa, Danny Danon, invocando il lancio di un'operazione militare su vasta scala per "sradicare" il gruppo radicale palestinese. Il capo dell'ufficio politico di quest'ultimo, Khaled Meshaal, una settimana fa non aveva "confermato né smentito" il rapimento, limitandosi ad affermare di "non saperne nulla". I loro corpi sono stati trovati a nord della città di Halul, vicino Hebron appunto. Dopo la prima fuga di notizie via Twitter, tramite l’account della tv al Arabiya, la notizia è stata confermata dalle autorità israeliane, il cui governo ha indetto una riunione d’emergenza. Al momento - riferisce intanto il portavoce dell’esercito israeliano - sono ancora ricercati i due militanti di Hamas che Israele considera responsabili del rapimento e i soldati hanno fatto irruzione nelle loro case. Il premier Benjamin Netanyahu è pronto a rispondere con un'ampia operazione militare tesa a sradicare quella che a oggi viene definita a Tel Aviv un'organizzazione terroristica. Il commento più duro sembra arrivare dal minstro dei trasporti, Yisrael Katz: "Dobbiamo agire con fermezza e distruggere le infrastrutture di Hamas in Cisgiordania e a Gaza. Dobbiamo dare una lezione a Hamas, una lezione che non dimenticheranno". Le operazioni. A seguito della loro scomparsa le forze di difesa israeliane avevano lanciato una massiccia operazione di ricerca in Cisgiordania e condotto operazioni contro Hamas. Cinque palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani dall'inizio di questa operazione e circa 400 altri sono stati arrestati. In Italia.  Il Consiglio dei ministri si è aperto con un minuto di silenzio. Il ministro degli Esteri italiana, Federica Mogherini, ha espresso il suo grandissimo dolore. "Siamo vicini a Israele in questo momento di grave lutto", ha detto. Si unisce al coro il rammarico del presidente del Senato Piero Grasso: "Il ritrovamento dei corpi di Eyal, Gilad e Naftali è la notizia che nessuno di noi avrebbe voluto ricevere. In questo momento drammatico il mio pensiero va alle loro famiglie a cui va la mia personale solidarietà e la vicinanza del nostro Paese. Sono tornato ieri dalla visita di Stato in Israele e Palestina dove avevo incontrato anche la famiglia di Eyal. Speravo in un epilogo diverso: erano solo adolescenti, sono vittime di una guerra insensata. Nessuna differenza culturale o politica può giustificare episodi come questo". A Roma. Veglia di preghiera questa sera nella Sinagoga di Roma, sul lungotevere de' Cenci, organizzata dalla comunità ebraica romana dopo aver appreso la notizia del ritrovamento dei corpi di Eyal, Gilad e Naftali. La veglia di preghiera inizierà alle 21 e 15 e andrà avanti fino a tarda sera. Il sindaco Ignazio Marino esprime la sua vicinanza. "E' una notizia drammatica per tutta la popolazione di quell'area che da troppo tempo, ormai, è alla ricerca di pace ed equilibrio fra popoli e religioni differenti. Il mio rammarico si acuisce anche perché lunedì prossimo, in Campidoglio, avrei dovuto incontrare le famiglie dei ragazzi per portare loro la vicinanza di Roma Capitale ed esporre le loro immagini nella piazza per chiederne la liberazione". "Apprendiamo con immenso dolore del brutale assassinio dei tre giovani ragazzi rapiti 18 giorni fa da un commando di terroristi" riferisce Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, che al momento si trova in Israele.

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