La sfida continua. Costellata di successi, sbattuti in faccia al mondo islamico e all'Occidente. La proclamazione del Califfato nel primo giorno del mese sacro del Ramadam è un chiaro segnale all'Islam. L'annuncio fatto via Twitter e You Tube dal portavoce dell Isil, Abu Mohammad al Adnani, ha gettato acompiglio nei Paesi musulmani. Dopo un secolo si ripropone un Califfo che governo su una regione, tra Iraq e Siria grande come Libano, Israele e Kuwait. Ora il nuovo Califfo Abu Bakr al Baghdadi ha imposto la sharia e chiede la baya'ah, il giuramento di fedeltà ai popoli sottomessi. Per ora però può solo imporre la legge coranica a suo uso e consumo con esecuzioni di massa. Infatto da più parti dell'Iraq e del mondo islamico gli ulema hanno rigettato l'offerta e accusato l'autoproclamatosi califfo di essere un impostore. Così in quella terra che vide secoli orsono, tra Najaf e Samarra, consumarsi lo scisma tra i discendenti di Maometto, oggi va di nuovo in scena una nuova guerra fratricida che bagna di sangue la Mezzaluna fertile. E a Boukmail, al confine con la Siria in queste ore si svolge una violenta battaglia tra le milizie del Califfato e i combattenti jihadisti di Al Nusra con grande soddisfazione di Bashar al Assad che vede dividersi il fronte dei suoi oppositori. Non solo, mente gli Usa e l'Europa continuano a interrogarsi su cosa fare , Assad bombarda i campi dell'Isil in Siria e la Russia rifornisce di armi il premier iracheno che Washington vuol far dimettere dopo averlo sostenuto per anni. Il fallimento della politica estera americana da Bush in avanti sta mandando in frantumi un equilibrio precario. Arabia Saudita e dinastie del Golfo temono che l'ideologia dell'Isil faccia proseliti nei loro paesi. L'Iran sciita teme l'ondata sunnita estremista con la conseguente cancellazione delle minoranza sciite da Siria e Iraq. I cristiani sono ormai alla diaspora in tutto il Medio Oriente ma questo già dalla caduta di Saddam il quale, nel suo regime di terrore, garantiva tutte le religione, compresa l'ebraica. Sotto Saddam a Baghdad erano aperte due sinagoghe. Ora in Europa ritornano gli sbandieratori dei vessilli delle crociate che fino a ieri erano piu interessati ai loro profitti e ai loro affari con i regime tirannici che alle sorti dei popoli. E mentre a Roma si continua a discutere, Sagunto viene espugnata. L'Occidente parla e i nipotini di Bin Laden conquistano una nazione nel vicino oriente, forti di risorse economiche stratosferiche quantificate in 32 miliardi di dollari. In Africa avanzano con il terrore i gruppi di Boko Haram e degli Shabab. E poi ci si chiede perché i popoli fuggono e si gettono nel Mediterraneo verso l'Italia e l'Europa.
La sfida dell'Isil al mondo islamico e all'Occidente
La proclamazione del Califfato, la guerra con i combattenti jihadisti di Al Nusra. Ecco cosa sta succedendo tra Iraq e Siria
